#CoglioneNO! I video-denuncia per proteggere giovani e creativiTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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#CoglioneNO! I video-denuncia per proteggere giovani e creativi

Sta facendo il giro del web in pochi giorni e apre a molte discussioni sul lavoro e sui giovani freelance. Si tratta di tre episodi su youtube lanciati con il titolo #coglioneNO. Giovani sì, freelance sì, creativi di certo, ma non ne possono più di essere presi in giro: ecco il ritratto delle giovani generazioni con tanta voglia e senza contratti.


Il concetto è semplice: “Al tuo idraulico mica lo paghi con la visibilità no? E perché, lo proponi ad un designer? Siamo creativi, siamo giovani, siamo freelance: e siamo lavoratori, non coglioni”. Da questa premessa nasce #coglioneNo, la campagna “pirata” nata per dare una voce ai tanti creativi italiani che ogni giorno nel tentare di fare il loro lavoro si ritrovano ad affrontare ignoranza e sfruttamento. Ad ideare il video irriverente, scanzonato, ironico e auto-ironico è il CollettivoZero, costituito da Niccolò Falsetti, Stefano De Marco e Alessandro Grespan. La discussione esplode anche offline e nelle trasmissioni televisive finalmente si parla di ragazzi (ma anche 30 e 40enni!!) senza tutele e costretti a impegnarsi nei così detti “progetti senza budget” “lavori sperimentali” o “esperienze che fanno curriculum”.
Il lavoro di un idraulico, di un giardiniere e di un antennista vengono paragonati ai lavori creativi e intellettuali, e le risposte affibbiate ai freelance stonano con queste professioni. Tre video e un passaparola per una campagna contro la svalutazione del lavoro creativo che va dall’arte, alla comunicazione, dall’informazione all’audiovisivo. L’assurdità è che i giovani che sognano di intraprendere uno di questi mestieri, data la situazione, sono portati ad accettare la visibilità come ricompensa e la prostituzione morale come sasso da ingoiare per raggiungere prima o poi il proprio obiettivo.

Attenzione questi video non vogliono puntare il dito nei confronti di lavori manuali come l’idraulico, anzi. Sono le aziende e i principali che non pagano ad essere presi di punta. Quindi al di là dello spirito satirico delle macchiette, la denuncia è anche rivolta verso chi non paga gli stessi idraulici, antennisti e giardinieri.

Nessuno può lavorare gratis: la creatività costa tempo, la scrittura tecnica e preparazione, il montaggio impegno e fatica. Coglione chi non considera tutto questo.

Se non avete ancora visto i video, fatelo subito!

Fonte: Oltremedianews

Veronica Di Benedetto Montaccini

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