Colombia, dagli Usa l’obbligo di coltivare con semi OGM: il Governo vota per l’accordo e i ‘campesinos’ scelgono la rivolta.Tribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Colombia, dagli Usa l’obbligo di coltivare con semi OGM: il Governo vota per l’accordo e i ‘campesinos’ scelgono la rivolta

Il Governo colombiano ha approvato una legge che vieta agli agricoltori l’uso di sementi naturali; la principale attività di reddito del Paese caduta così in ginocchio davanti alla legge che favorisce le multinazionali statunitensi, imponendo di fatto, il commercio e l’utilizzo nelle coltivazioni di semi geneticamente modificati.

Fonte: Oltremedianews

Movimenti di protesta in tutta la Colombia percorrono da più di un mese le strade dell’intera nazione; i media locali, come attraversati dalla corrente di ‘elettricità’ che si percepisce in ogni onda di rivolta all’interno del Paese, si sono destati dall’intorpidimento apparente in cui versavano e non possono più, come hanno fatto sino ad oggi, adoperare ogni mezzo per ridimensionare l’entità delle rivolte e coprire le dure repressioni militari inflitte ai ‘dissidenti’.

Il tutto perché il Governo di Juan Manuel Santos ha votato una legge che in sostanza vieta ai ‘campesinos’ colombiani di utilizzare sementi ‘naturali’ in luogo di quelle geneticamente modificate, lasciando così libero spazio di mercato alle multinazionali USA. Sì perché il ‘’Trattato di libero commercio’’ con la Colombia, fortemente voluto dall’amministrazione Obama, tradisce di fatto una evidente disparità di potere tra i due Stati ‘contraenti’ laddove viene ad introdurre pesanti obblighi e divieti per i coltivatori sudamericani, resi incapaci di far fronte economicamente al nuovo sistema posto in essere dalla legge.

Tale accordo  assunto dal Governo  colombiano proibisce infatti, nel mercato agricolo nazionale, il commercio e la produzione di tutti quei semi, si legge nel trattato, ‘’non certificati’’, il che vuol dire, che, per essere certificati, le sementidebbano rigorosamente essere degli OGM. Un apposito organo, l’Istituto agrario colombiano, è stato preposto al compito di verificare l’osservanza della legge in materia di agricoltura; non poche proteste all’interno del Paese sono scaturite all’indomani della notizia del sequestro di ben 70 tonnellate di riso ‘non certificate’ ai contadini di Campoalegre, luogo non molto lontano da Bogotà conosciuto per ospitare una delle più floride e tradizionali produzioni di riso.

I coltivatori del posto sono abituati da lunghissimo uso a conservare i semi prodotti in eccedenza per poi riutilizzarli la stagione successiva, ma da oggi in poi tutto questo non potrà più avvenire: tra gli obblighi imposti dagli USA grava, sulle spalle dei campesinos, quello di dover acquistare sementi geneticamente modificate e di farne uso nell’agricoltura per non più di una volta l’anno. La Resolution 9.70 fatta propria dall’ Istituto agrario colombiano (Ica) oltre a proibire ai contadini colombiani il commercio di semi non certificati  pone loro  il severissimo divieto di conservare parte del raccolto come seme per la semina successiva.

Le numerose proteste dei giorni scorsi, alla notizia dei ‘dettami’ della Resolution, hanno raggiunto un nuovo gradod’intensità soprattutto lungo le strade della capitale dove è stato proclamato dai lavoratori il ‘paro agrario’: il blocco totale della produzione agricola del Paese . Ai contadini, ai campesinos, si sono uniti i produttori di caffè, di cacao, i camionisti e i minatori per far fronte a tali politiche, le quali ha detta loro, ‘’ finiranno per farli soffocare’’. Se però il Governo ha fatto propri i voleri degli Stati Uniti senza opporre resistenza, anzi, con il beneplacito dei grandi proprietari terrieri colombiani, non con la stessa arrendevolezza ha trattato gli  scioperanti: l’organizzazione  Mesa nacional agropecuaria y nacional de interlocución y acuerdo,  che riunisce tutte le organizzazioni agrarie, ha denunciato 660 casi di violazione dei diritti umani, 485 feriti, 12 contadini uccisi e 262 arresti.

Il peso delle violenze e delle repressioni sembra non distogliere i manifestanti dalla protesta sollevata  contro il peso inflitto loro dalle nuove strategie di mercato: gli effetti della Resolution governativa infatti, porteranno non solo alla certificazione esclusiva della totalità dei semi OGM ma ad un vero e proprio riconoscimento di diritti d’autore spettanti alle multinazionali produttrici di tali semi; col conseguente obbligo, spettante ai contadini colombiani, di acquistare sementi solo ‘protetti’ dal dritto d’autore, con il categorico divieto di far loro riutilizzare le stesse sementi, quantunque riconosciute dal Governo, nella nuova semina. Durissima pena ai disertori: da una multa di 10.000 salari minimi fiino a 8 anni di reclusione, i campi dei ‘ribelli’ saranno bruciati e i semi riutilizzati distrutti.

Lo sciopero nazionale, indetto a Bogotà e durato 19 giorni, ha permesso ai campesinos, che costituiscono circa il 60% della popolazione colombiana, di guadagnare qualche passo nel campo della lotta contro le politiche governative in atto. Per ora, infatti Juan Manuel Santos ha optato per una temporanea sospensione della Resolution 9.70 e nei prossimi giorni proporrà ai lavoratori agricoli un pacto national in materia di mercato tale, secondo gli esponenti del Governo, da rendere conciliabile l’interesse dei piccoli produttori con l’impegno degli obblighi nazionali. Ma i campesinos non abbandonano il terreno e hanno già dato il via a consulte popolari per far arrivare al cuore dello Stato il messaggio secondo cui, volontà di milioni di colombiani in testa, la politica condotta con gli USA debba essere interamente stracciata e al suo posto, varata una nuova legge di redistribuzione delle terre in mano ai grandi proprietari terrieri.

Edoardo Cellini

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top