Colombia. Farc dichiarano "cessate il fuoco" unilateraleTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Colombia. Farc dichiarano “cessate il fuoco” unilaterale

 

Quasi in concomitanza con lo storico disgelo tra Washington e L’Avana i guerriglieri delle Farc hanno annunciato un “cessate il fuoco unilaterale e per tempo indefinito”. Si tratta di una svolta epocale in Colombia che potrebbe portare a una pacificazione e alla trasformazione del movimento guerrigliero in un movimento politico. 

Prima il disgelo, non si sa quanto sincero, tra Washington e L’Avana, poi lo storico annuncio dei guerriglieri marxisti delle Farc in Colombia di un “cessate il fuoco” unilaterale e per tempo indefinito che entrerà in vigore a partire dalla mezzanotte del prossimo 20 dicembre. Un vero e proprio terremoto per l’America Latina avvenuto solo in poche ore che potrebbe cambiare gli equilibri in vista del futuro. Le Farc erano coinvolte ormai da qualche tempo in un processo di negoziato peraltro con la mediazione di Ue, Vaticano e Unasur, oltre che con quella del governo cubano. Si tratta di una svolta molto importante dal momento che le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia sono in guerra da decenni con il governo centrale della Colombia resistendo nel corso dei decenni alle repressioni governative. In passato si era cercato di arrivare a qualche tregua ma erano tutte fallite dopo poco tempo, ora invece si fa sul serio anche perchè qualche ora prima dell’annuncio il presidente colombiano Juan Manuel Santos aveva detto ai giornalisti di essere in attesa di azioni concrete da parte delle Farc per progredire nella pacificazione. Dal conto loro i guerriglieri hanno comunque puntualizzato che il cessate il fuoco potrebbe venire interrotto solo se si dovesse constatare che le nostre strutture fossero oggetto di attacchi da parte delle forze pubbliche“. Da tempo i tentativi di trattativa andavano avanti all’Avana tra i rappresentanti delle Farc e quelli del governo colombiano. Alcuni accordi erano stati trovati ad esempio lo sviluppo dell’agricoltura, il reinserimento dei guerriglieri nella vita politica del Paese e nella lotta al narcotraffico. La speranza delle Farc è che dal cessate il fuoco si possa passare in fretta a un vero e proprio armistizio con il governo che ponga fine a un conflitto che dura da cinquant’anni e ha ucciso già 220.000 persone. Non può inoltre essere casuale che la notizia del cessate il fuoco sia arrivata proprio in concomitanza con la notizia della normalizzazione dei rapporti tra Cuba e Stati Uniti. In ogni caso le Farc, ottenuta l’importante conquista della riforma agraria, potrebbero accettare di diventare una forza politica vera e propria trasformandosi così in un partito in grado di condizionare la vita politica del Paese. Uno dei problemi atavici della Colombia infatti era quello della distribuzione delle terre con l’1% della popolazione che detiene il 52% delle terre. La riforma promesse prevede finalmente l’accesso per i campesinos nelle terre incolte e la creazione di un fondo specifico per la costruzione di infrastrutture, per molti una vittoria delle rivendicazioni dei guerriglieri marxisti. 

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