Colombia. Il dramma dei campesinos spaventa il governoTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Colombia. Il dramma dei campesinos spaventa il governo

Dopo decenni di conflitto armato in Colombia sembrava che fosse la volta buona per il processo di pace tra governo colombiano e Farc ma ora che le prospettive di una pacificazione si indeboliscono preoccupa la condizione di oltre sette milioni di campesinos che, a causa del conflitto, sono stati strappati letteralmente dalle loro terre. Il governo di Santos è accusato di non aver invertito la tendenza a un progressivo impoverimento delle campagne al punto che oltre dieci milioni di ettari di terre sono stati sottratti ai contadini.

Le condizioni di vita dei campesinos in Colombia è peggiorata e peggiora di continuo, e a poco erano servite le illusioni circa un processo di pace controverso tra le Farc, le forze armate rivoluzionarie della Colombia, e il governo colombiano. Ora la pace sembra più lontana così come lo spettro che possa rinfocolarsi un conflitto armato che ormai imperversa da cinquant’anni. Un dramma quello dei campesinos che scompare dai radar dei mass media anche perchè il governo colombiano è un saldo alleato della geopolitica statunitense nell’area. Secondo Erberto Diaz, presidente della Federación Sindical Agraria (Fensuagro), sarebbero oltre sette milioni i campesinos senza terra, persone cioè che sono state strappate con la forza dalle loro terre a causa del conflitto, e che a oggi vivono il disagio sulla propria pelle. Parlando ai microfoni di teleSur, Diaz ha criticato aspramente il presidente colombiano Juan Manuel Santos, accusato di aver fatto poco o nulla per impedire che i campesinos venissero privati di 10 milioni di ettari di terre.

Ma il dato più sorprendente in negativo è che secondo un censimento del settore, il Tercer Censo Nacional Agropecuario 2015, solo il 6,3% dell’area rurale abbandonata dai campesinos è, a oggi, destinata alla semina di coltivazioni legali. Dati che hanno messo il governo in forte imbarazzo costringendo lo stesso Santos a occuparsi del problema e ad ammettere delle mancanze nella gestione del problema: “Le aree rurali sono enormemente arretrate rispetto al resto del paese e proprio lì si concentrano la povertà e la disuguaglianza. Se vogliamo la pace dobbiamo prestare a queste aree molta più attenzione”.Ma i dati della Fensuagro sono inclementi e parlano dell’80% della popolazione rurale colombiana come priva dell’accesso all’energia elettrica mentre il 59% non avrebbe accesso nemmeno all’acqua potabile. Come se non bastasse le banche colombiane continuano a non prestare denaro ai campesinos che sono costretti come unica speranza di miglioramento sociale a emigrare verso le metropoli per ingrossare le periferie. Per i campesinos infatti senza credito con le banche diventa impossibile competere con le multinazionali, peraltro favorite anche dalle leggi e dalla fiscalità. Perdipiù le cose potrebbero ulteriormente peggiorare molto presto a causa del Trattato di libero commercio con Europa e Stati Uniti, e la sensazione è che il governo non abbia una reale intenzione di invertire la tendenza.

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