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giovedì , 19 gennaio 2017
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Colombia. Le Farc aprono alle trattative di pace

Il prossimo mese le Farc e il governo colombiano avvieranno i colloqui di pace nel tentativo di porre finalmente fine a un conflitto sotterraneo e sanguinoso che continua ormai da decenni nel paese sudamericano.

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In Colombia è in atto una guerra sottotraccia ormai da decenni, una guerra senza esclusione di colpi tra i guerriglieri comunisti delle Farc e il governo di Bogotà, una guerra che nel tempo ha finito per intrecciarsi con i loschi affari del narcotraffico. Ora però potrebbe esserci una svolta dopo che le Farc hanno fatto chiaramente sapere di voler intavolare trattative di pace con il governo colombiano. Il presidente Manuel Santos ha annunciato martedì che i negoziati si svolgeranno a Oslo a partire dai primi giorni di ottobre. Questa volta, secondo Santos, sarebbero dei veri e propri colloqui, diversi dalle riunioni precedenti in quanto avrebbero un programma realistico che prevede che le Farc possano accettare di deporre le armi e integrarsi nella vita politica del Paese, ma solo a determinate condizioni. Intanto però le operazioni militari contro le Farc continuano senza sosta e continueranno nei prossimi giorni. Non ci saranno zone demilitarizzate come era accaduto nel corso dei colloqui del 2002, anzi l’intendimento del governo è proprio quello di compiere il massimo sforzo per mettere in difficoltà anche militare i guerriglieri colombiani. Il capo delle Farc, Rodrigo Londono, anche noto come Timochenko,  ha confermato l’apertura di negoziati a partire dal prossimo mese: ”Abbiamo la sincera speranza che il governo non ripeterà gli scenari del passato “, ha detto. Gli argomenti chiave che verranno affrontati nel corso delle trattative col governo saranno il traffico di droga, la riforma agraria, la restituzione delle terre espropriate, e la lotta alla povertà. Il presidente Santos avrebbe ora a disposizione una vera e propria tabella di marcia per porre fine a quasi cinquant’anni di sanguinosi combattimenti: “Abbiamo lavorato diligentemente, e devo riconoscere anche le FARC. Finora, tutto ciò che è stato concordato è stato rispettato”. Chi ha accolto negativamente le trattative invece è Alvaro Uribe, ex discusso presidente colombiano che aveva deciso di utilizzare il pugno duro contro la guerriglia. Secondo Uribe le trattative, senza la consegna delle armi e la fine delle attività dei guerriglieri, sarebbero un autentico bluff. E in effetti sembra essere improbabile che le Farc decidano di sparire dalla circolazione con delle semplici trattative, in molti pensano che possa essere un tentativo di Timochenko per prendere tempo e riorganizzare la guerriglia. Nei prossimi giorni potremo saperne qualcosa di più.

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