Colombia. Le Farc chiedono garanzie agli Usa per gli accordi di paceTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Colombia. Le Farc chiedono garanzie agli Usa per gli accordi di pace

Una guerra civile che dura da oltre cinquanta anni tra il governo della Colombia e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), potrebbe ora arrivare a una fine anche se il contesto entro cui ci si muove è molto intricato e la ripresa delle ostilità sempre dietro l’angolo. In questa situazione delicata gli Usa cercano di ritagliarsi un ruolo sempre più importante. 

Sarebbe troppo lungo e difficile cercare di ripercorrere con un semplice articolo l’origine della guerra civile che da quasi cinquant’anni oppone all’interno della Colombia le forze governative a quelle dei guerriglieri marxisti delle Farc. Il Dipartimento di Stato Usa  ha inserito le Farc nella lista delle organizzazioni terroristiche sin dal 1997, eppure se per oltre cinquant’anni i guerriglieri marxisti continuano a resistere lo si deve anche e soprattutto a un certo consenso popolare, soprattutto nelle zone rurali e in determinate regioni della Colombia. Negli ultimi anni comunque il presidente Juan Manuel Santos aveva mostrato di voler interrompere la linea dura del suo predecessore, il contestatissimo Alvaro Uribe, per provare a trovare una soluzione politica al conflitto. E le Farc lo hanno premiato, al punto che sono cominciati dei veri e propri colloqui di pace in quel di Cuba per provare a porre fine alla guerra civile. Le Farc chiaramente vedono di cattivo occhio gli Stati Uniti, e infatti non a caso accusano i presidenti colombiani di fare gli interessi della Casa Bianca nella regione. Gli Usa non nascondono di avere molti interessi in Colombia, e non a caso lo stesso Obama ha deciso a febbraio di inviare il diplomatico veterano Bernard Aronson all’Avana per partecipare ai colloqui di pace cominciati nel 2012. Gli Stati Uniti hanno subito capito quanto fosse importante il processo di pace per i propri interessi. Aronson non ha partecipato direttamente ai colloqui, ma da quando è arrivato a Cuba si è incontrato separatamente sia con i membri del governo colombiano, sia con le Farc. Come ci ricorda puntualmente il “The Guardian”, Aronson ha potuto prendere parte ai colloqui solo grazie alla svolta nei rapporti internazionali e diplomatici tra Cuba e gli Stati Uniti. E il ruolo di Aronson non sembra certo essere quello del mediatore, anzi, sembra semmai quello di “consulente” nei confronti del governo colombiano, per aiutarlo cioè a trovare un accordo vantaggioso con le Farc. Oppure si potrebbe anche dire il contrario, cioè che le Farc, consapevoli degli interessi degli Usa in Colombia, vogliano avere delle garanzie direttamente dalla Casa Bianca. Del resto lo stesso “The Guardian” parla apertamente dell’appoggio che la Cia e l’Nsa in passato hanno dato alle forze governative americane per rastrellare le forze delle Farc mediante il finanziamento di vere e proprie bande di paramilitari che spesso e volentieri hanno colpito intere comunità. Nonostante la Casa Bianca consideri le Farc un movimento terroristico, i guerriglieri marxisti sembrano essere convinti che l’unico vero modo per porre fine alla guerra civile sia quello di accordarsi direttamente con gli Usa. Il timore infatti è quello che dopo aver trovato un accordo con il governo Santos, gli Usa facciano poi pressioni indirette per sabotare le concessioni fatte e gli accordi raggiunti con le trattative, tra cui la trasformazione delle Farc in un soggetto politico vero e proprio. A oggi le Farc e il governo hanno raggiunto tre punti d’accordo sui cinque sul tavolo, ovvero lo sviluppo rurale, la partecipazione politica per i guerriglieri e la lotta al traffico di droga, solo che a detta di Aronson intendono conoscere la posizioni americane su ciascuno di questi punti. Inoltre molti membri delle Farc di alto livello hanno sulla testa dei mandati di cattura da parte della giustizia americana, e il rischio è che dopo gli accordi molti di loro vengano semplicemente arrestati ed estradati negli Stati Uniti, anche per questo i guerriglieri hanno richiesto rassicurazioni. Insomma bisognerà vedere come si evolverà la vicenda visto e considerato che le Farc già negli anni Ottanta nel corso di un tentato processo di distensione crearono un partito di sinistra chiamato “Unione Patriottica” (UP) , solo che poi quel tentativo si arenò nel sangue della guerra civile con paramilitari di estrema destra collegati alle forze armate che si resero responsabili di almeno 3000 assassinii politici. In soldoni dunque le Farc prima di deporre le armi intendono avere garanzie di non assistere a uno scenario simile a quello di trent’anni fa che portò peraltro solo a rinfocolare la guerra civile.

Fonti 

http://www.theguardian.com/world/2015/may/19/colombia-peace-talks-farc-rebels-us-envoy-bernard-aronson

http://www.telesurtv.net/english/news/Colombia-Suspends-Warrants-against-FARC-Head-to-Aid-Peace-Talks-20150516-0012.html

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