Colombia. Le Farc "irrompono" nella campagna elettoraleTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Colombia. Le Farc “irrompono” nella campagna elettorale

Fermento in Colombia dove le Farc, (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) sono state tirate in ballo dal candidato presidenziale di destra Ivàn Zuluaga, il quale ha promesso che in caso di vittoria utilizzerà il pugno duro contro i guerriglieri.

Possiamo dire in tutta sicurezza che mai un processo di pace si è concluso con il carcere per i protagonisti, per i costruttori della pace”, ha detto ieri alla stampa Andrès Paris, uno dei membri dele Farc che sta attivamente partecipando ai negoziati di pace con il governo colombiano a Cuba. Il riferimento di Paris è alle parole di Ivàn Zuluaga, candidato alle presidenziali per il partito di destra che fu dell’ex presidente Alvaro Uribe, uomo discusso il cui operato ha destato diverse preoccupazioni per i suoi metodi discutibili e le zone d’ombra della sua presidenza. Zuluaga infatti ha inserito prepotentemente le Farc nella campagna elettorale facendo una promessa, ovvero che in caso di vittoria alle elezioni del prossimo 25 maggio “Iván Márquez – alias di Luciano Marín Arango, capo negoziatore della guerriglia ai negoziati – pagherà le sue malefatte con il carcere”. Non è tardata la salace risposta di Parìs: “Questo candidato uribista è così giù nei sondaggi da fare basso marketingpolitico, lanciando azioni di vero sabotaggio contro il processo di pace“. Le Farc e il governo di Juan Manuel Santos hanno negoziato dal novembre 2012 un accordo che metta fine ad un conflitto armato interno che dura ormai da mezzo secolo e che ha lasciato un saldo di almeno 200.000, per lo più civili. Zuluaga ha sempre criticato il processo di pace sostenendo che rischia di culminare con una sorta di amnistia per i ribelli delle Farc, anche se tale opzione è stata di fatto esclusa dal commissario per la pace colombiano, Sergio Jaramillo, membro della delegazione del governo a Cuba. “In Colombia non ci sarà un’amnistia generale (…), ovviamente dobbiamo discutere di sanzioni, in particolare contro i massimi responsabili dei crimini internazionali”, ha recentemente affermato Jaramillo in una conferenza all’Università di Harvard, che però forse si è dimenticato di ricordare che anche il governo ha avuto le sue grandi responsabilità, soprattutto con la presidenza Uribe.  París ha infatti aggiunto che, “per arrivare alla firma di un accordo, bisognerà studiare formule di giustizia”, e questo in una situazione di “bilateralità”, dal momento che anche i militari hanno commesso “seri” crimini.Farc e governo stanno trattando il tema delle droghe illecite. Le altre questioni in sospeso oggetto del negoziato sono l’abbandono delle armi, il risarcimento delle vittime del conflitto e la futura partecipazione politica dei guerriglieri.

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