Colombia. Qualcuno sabota i colloqui di pace tra governo e FarcTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Colombia. Qualcuno sabota i colloqui di pace tra governo e Farc

Da tempo vanno avanti le trattative tra il presidente colombiano Juan Manuel Santos e le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), e questa volta le cose sembravano procedere seriamente. Qualcuno però starebbe provando a far saltare il banco, con i servizi segreti militari colombiani che avrebbero già intercettato 2600 email.

In Colombia il desiderio di pace che ha portato il governo di Juan Manuel Santos e le Farc a sedersi a un tavolo per iniziare delle trattative è reale. Talmente reale che i colloqui sono andati avanti per un certo tempo, lasciando persino intravedere un possibile sbocco positivo che, a questo punto, avrebbe una importanza storica. Peccato che le cose, come intuibile, non sono tutte rose e fiori, vi è anche qualcuno che non ha alcun interesse evidentemente che si ponga fine a un conflitto decennale, e sarebbero in atto veri e propri sabotaggi del processo di pace. I colloqui di pace infatti sarebbero stati spiati dai servizi segreti militari colombiani, arrivati a intercettare qualcosa come 2600 email. A rivelarlo due giornalisti della catena americana Univisiòn,  il colombiano Gerardo Reyes e il venezuelano Casto Ocando, secondo cui gli hacker del governo colombiano avrebbero violato anche la posta elettronica di diversi giornalisti e dei portavoce delle Farc nel corso degli incontri di Cuba. Tra le email intercettate ci sarebbero state ben 2600 email tra Hermes Aguilar e Bernardo Salcedo (entrambi portavoce delle Farc all’Avana) con giornalisti di agenzie di notizie internazionali come AP, Reuters, Notimex, Prensa Latina, Efe, DPA e AFP. Ma tra gli spiati rientrerebbero anche alcuni media colombiani come El Tiempo e Caracol Radio, la spagnola TVE, il quotidiano basco GARA, gli olandesi RTL e Telgraaf, e i tedeschi Suddeutschen Zeitung e Junge Welt. Tutto questo è diventato di dominio pubblico dopo il clamoroso scandalo esploso la scorsa settimana in Colombia, quando il quotidiano “Semana” ha riferito dell’esistenza di una cellula dei servizi all’interno di un ristorante di Bogotà attraverso cui i negoziatori del governo a Cuba e i politici della sinistra colombiana venivano spiati in modo accurato e capillare. Per questo caso, il ministro della Difesa colombiano, Juan Carlos Pinzón, ha sollevato dai loro incarichi due generali dei servizi segreti dell’esercito per garantire “massima trasparenza” nelle indagini, ma alla trasparenza e alla buonafede a questo punto non ci crede più nessuno.

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