Colombia. Sospesa la tregua con le FarcTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Colombia. Sospesa la tregua con le Farc

Il governo della Colombia ha deciso di sospendere la tregua in atto con i guerriglieri marxisti delle Farc dopo che si è verificato uno scontro a fuoco che ha portato alla morte di dieci soldati. Il processo di pace faticosamente cominciato ora potrebbe arenarsi definitivamente a causa dei “falchi” nascosti in entrambi gli schieramenti.

In molti aveva sperato a lungo sentendo le notizie in arrivo dalla Colombia dove, da qualche tempo, era in atto un processo di confronto e di pace tra il governo guidato dal presidente Juan Manuel Santos e i vertici delle Farc, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia che da diversi decenni si trovano in aperto conflitto con le istituzioni del Paese. Decenni di sanguinosa guerra civile che si speravano fossero arrivati finalmente a una conclusione, si speravano perchè nelle scorse ore il governo colombiano ha deciso la sospensione unilaterale della tregua in atto con i guerriglieri delle Farc a causa di uno scontro armato che si sarebbe verificato tra guerriglieri e militari conclusosi con almeno dieci soldati morti. Un gravissimo incidente che almeno per il momento seppellisce i tentativi di pacificazione che erano stati cominciati nel 2012 a L’Avana. Dallo scorso dicembre era in atto anche un cessate-il-fuoco unilaterale con cui le Farc avevano deciso di rispondere alla decisione del governo di sospendere le operazioni militari nelle regioni che sono nel raggio d’azione dei guerriglieri. L’attacco di ieri avvenuto nella provincia occidentale di Cauca però, ha fatto ripiombare il Paese nel suo fosco passato, e la sensazione è che il governo non abbia alcuna intenzione di chiudere un occhio. “Ho ordinato alle forze armate di riprendere i raid aerei contro le posizioni Farc fino ad ulteriore ordine”: ha detto Juan Manuel Santos a caldo confermando quindi che i colloqui per una soluzione negoziata alla crisi rischiano di fallire clamorosamente. La Chiesa colombiana ha, a sua volta, espresso viva preoccupazione auspicando nel contempo l’auspicio che si possa tornare a parlare ben presto di trattative di pace. La sensazione è che all’interno delle Farc e del governo esistano delle frange estreme che abbiano tentato in qualche modo di boicottare i trattati di pace. Ma ormai proprio questi trattati di pace sono arrivati a uno stadio tale per cui sarà molto difficile farne carta straccia, ancor più che in entrambe le parti, lo Stato e i guerriglieri, esiste anche chi vorrebbe finalmente porre fine alla guerra civile trovando una soluzione pacifica e politica alla questione. Anche il recente Vertice di Panama delle Americhe ha dimostrato che in Sudamerica esiste un clima propizio alle trattative di pace in un paese importante come la Colombia. I falchi però hanno tutto l’interesse a sabotare le trattative di pace e a far ritornare quel clima di tutti contro tutti nel quale, evidentemente, riuscivano a fare al meglio i propri affari. Esiste inoltre una parte consistente dell’opinione pubblica che non vede di buon occhio le trattative di pace e vorrebbero invece una soluzione muscolare, stiamo parlando ad esempio dell’estrema destra legata a doppio filo al discusso e discutibile ex presidente Uribe, accusato di aver utilizzato squadroni della morte e bande di narcos contro le Farc.

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