Colombia. Storico accordo tra governo e FarcTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Colombia. Storico accordo tra governo e Farc

Dopo mezzo secolo di guerra civile in Colombia forse si è finalmente arrivati alla pacificazione tra Farc, le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia e il governo del presidente Juan Santos. Potrebbe ora cominciare un nuovo periodo in cui le Farc potrebbero diventare un movimento politico a tutti gli effetti.

Grandi novità dalla Colombia dove dopo 52 anni di guerra civile si è arrivati alla fine a una soluzione di pace tra il movimento guerrigliero marxista delle Farc e il governo colombiano. Si tratta di una svolta storica che potrebbe aprire a nuovi scenari in Colombia, dove intanto se non altro si saluta la fine di una guerra civile che ha causato in mezzo secolo 260.000 morti e un numero imprecisato di desaparecidos. Dopo oltre quattro anni di febbrili negoziati condotti a Cuba alla fine Farc e governo hanno raggiunto un accordo totale e hanno siglato un cessate il fuoco bilaterale e definitivo. Ora la data della verità sarà a ottobre, quando i colombiani saranno chiamati ad affrontare un referendum, ma il governo di Juan Santos è ottimista a riguardo e vuole segnare una discontinuità nei confronti di Alvaro Uribe, ex presidente colombiano che ha utilizzato la soluzione militare senza successo contro le Farc. I guerriglieri delle Farc sono riusciti a ottenere una sorta di amnistia come condizione per posare le armi. Non solo, secondo gli accordi verranno processati solamente gli autori di crimini gravi, ma anche i soldati dell’esercito colombiano saranno chiamati a risponderne. La maggioranza dei guerriglieri delle Farc otterranno invece un biennio di salario minimo per mantenersi e poi un finanziamento per intraprendere un’attività nelle zone devastate dalla guerra. Lo step successivo sarà la trasformazione delle Farc in un partito politico rappresentato in Parlamento con cinque seggi nella Camera e cinque al Senato garantiti a partire dal 2018. Le Farc insomma non abdicheranno dalla loro lotta politica e continueranno a chiedere la riforma agraria e maggiori investimenti pubblici nelle aree rurali e più povere del Paese. Da parte loro i guerriglieri delle Farc hanno promesso di chiudere qualsiasi coinvolgimento con le coltivazioni di coca e il narcotraffico. Se a ottobre i colombiani dovessero rigettare il referendum però, tutto tornerebbe in discussione.

Tribuno del Popolo

 

 

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