Colombia. Storico accordo tra governo e FarcTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Colombia. Storico accordo tra governo e Farc

Colombia. Storico accordo tra governo e Farc

Storica svolta in Colombia con il governo e le Farc che hanno raggiunto un accordo che dovrebbe garantire al gruppo ribelle un ruolo nella vita politica del Paese. Potrebbe quindi venire scritta la parola “fine” a un conflitto armato che insanguina il Paese da oltre cinquant’anni. 

Storico accordo tra il governo colombiano e la guerriglia delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), un accordo atteso da mezzo secolo che potrebbe seriamente porre fine a un conflitto armato che ha provocato negli anni migliaia di morti. In base a tale accordo le Farc dovrebbero aver garantito la partecipazione alla vita politica del Paese, un sostanziale compromesso che dovrebbe accontentare entrambe le parti in causa. Ci sono voluti quasi cinque mesi per elaborare l’accordo per la partecipazione politica delle Farc, che da movimento di guerriglia dovrebbero cominciare un processo di reinserimento nella società, diventando così un movimento politico a tutti gli effetti. Abbiamo raggiunto un accordo fondamentale sul secondo punto dell’agenda contenuta nell’Accordo Generale per la fine del conflitto e la costruzione di una pace stabile e duratura chiamata Partecipazione Politica”, recitava il comunicato congiunto diffuso ieri. Ci è voluto un anno di negoziati tra Farc e governo per depennare dalla lista le questioni della riforma agraria e della partecipazione politica delle Farc, ma sono ancora tanti i nodi sul tavolo che devono essere sciolti: fine delle ostilità, lotta al narcotraffico e compensazione delle vittime del conflitto. Nella ricerca dell’accordo ha sicuramente pesato l’uscita di scena di qualche anno fa di Alvaro Uribe, discutibile ex presidente della Colombia che aveva rinfocolato il conflitto con le Farc. L’accordo invece è stato raggiunto dal presidente Santos, probabilmente alla ricerca di popolarità in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, che si annunciano turbolente. La premessa dei  colloqui  era che “nulla è definitivamente concordato fino a quando non si troverà un accordo per l’ultimo punto”, questo il messaggio delle due delegazioni lanciato agli inizi delle trattative un anno fa. Le trattative cominciarono un anno fa a Hurdal, piccola località a 80 chilometri da Oslo, in Norvegia, poi da qui i colloqui di pace si sono spostati all’Avana, divenuta sede permanente. Ai negoziati infatti partecipano Norvegia e Cuba in veste di paesi garanti, e Cile e Venezuela come osservatori.

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