Colosseo. Quando gli scioperanti diventano "sabotatori"Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Colosseo. Quando gli scioperanti diventano “sabotatori”

Il clima dell’Italia del XXI secolo non è molto favorevole per i diritti dei lavoratori e le loro rivendicazioni, come si è visto nel caso dello “scandalo” del Colosseo dove i media hanno contribuito a creare un sentimento di rabbia nei confronti di chi ha scioperato. Chi sciopera per gli straordinari non pagati e per carenza di personale diventa quasi un “sabotatore” o un “traditore della patria”, e il governo al posto che assumere personale pretende che quello già esistente lavori senza protestare. Una visione padronale che si sposa alla perfezione con “La Volta Buona” di Renzi.

Si immedesimano tutti nei turisti evidentemente, forse perchè c’è talmente poco lavoro che riesce difficile immedesimarsi nei lavoratori del Colosseo che hanno “osato” riunirsi in assemblea. Come tutti i quotidiani, rutilanti e indignati, hanno fatto notare, ben seimila turisti sono rimasti alle transenne ad aspettare. Uno scandalo per i renzisti della prima ora, quelli che fosse per loro obbligherebbero tutti a lavorare a sorridere perchè si sa, la ripresa c’è (anche se non si vede). Così in questo gioco delle parti in cui tutti prendono posizione per tirare acqua al proprio mulino noi scegliamo di essere dalla parte dei lavoratori, così per non sbagliare. Eh sì perchè fare una assemblea sindacale dovrebbe essere un diritto indipendentemente dal tipo di lavoro che si svolge, e invece quando i custodi del Colosseo hanno osato riunirsi in assemblea ecco passare un decreto-flash già ribattezzato dl-Colosseo con cui il governo ha deciso che i musei e i beni culturali in generale verranno regolati alla “stregua di scuole, treni, aerei e ospedali”, come ribadito dal ministro della Cultura Dario Franceschini. In sostanza quindi beni culturali e musei verranno assimilati a servizi imprescindibili per i cittadini, e noi in linea di principio possiamo anche starci. Ma come mai se lo Stato e le istituzioni si ricordano che i beni culturali sono importanti non vengono assunti migliaia di ragazzi disoccupati e laureati in beni culturali? Come mai i beni culturali sono importanti ma le assunzioni sono bloccate? Eppure l’Italia non sfrutta che una minima parte di tutti i beni culturali che ha a disposizione. E’ evidente quindi l’ipocrisia dell’operazione: da un lato dichiarare che i beni culturali sono “un diritto del cittadino” e precettare i lavoratori tramite il Garante degli scioperi, dall’altro non fare assolutamente nulla nè per rendere la vita migliore ai lavoratori del settore, nè per non rendere inutili le lauree umanistiche in beni culturali, storia e quant’altro. “Le regole del decreto legge varranno per tutti i musei e i luoghi di cultura, senza fare distinzione tra statali, comunali, pubblici e privati”, ha detto ancora Franceschini con una opinione pubblica del tutto favorevole a questa visione. Del resto i media hanno presentato i custodi del Colosseo e i lavoratori di Pompei come degli scansafatiche privilegiati che non hanno voglia di fare niente e scioperano, una visione padronale, completamente di parte, ma che viene veicolata come realtà.

A questo proposito Claudio Meloni, coordinatore nazionale Cgil per il Mibact, ha avvisato che “la vertenza sui beni culturali potrebbe portare presto ad uno sciopero nazionale, Cgil,Cisl e Uil hanno già avviato le procedure previste dalle legge“. Franceschini a quel punto si è subito precipitato a puntualizzare che con il decreto non verrà posta in essere nessuna limitazione al diritto di scioperare ma che le modalità e le tempistiche dovranno essere sottoposte al Garante. Gli ha fatto eco ovviamente anche Matteo Renzi: “Con questo decreto legge non facciamo nessun attentato al diritto allo sciopero ma diciamo solo che in Italia, per come è fatta l’Italia, i servizi museali sono dentro i servizi pubblici essenziali. Non diciamo che non si possono fare le assemblee ma diciamo che si possono fare rispettando però delle regole del gioco che consentiranno a chi si è fatto 9 mila chilometri e speso migliaia di dollari o di euro per venire a visitare il Colosseo o Pompei, di non trovarsi davanti la sorpresa dell’assemblea sindacale“. Il che tradotto significa che il turista che fa 9000 chilometri ha il diritto di vedersi aperto il Colosseo mentre un lavoratore con dei problemi deve sostanzialmente stare zitto e rimboccarsi le maniche per non rovinargli la gita. Ormai si usa persino il “sentito dire” per strumentalizzare e influenzare a piacimento l’opinione pubblica, ancora Renzi infatti è arrivato a dire: “Non è un diritto in meno ai sindacati, ma un diritto in più agli italiani e agli stranieri.Degli amici mi hanno raccontato di aver intercettato nel pomeriggio sul treno Roma-Firenze l’amarezza di un gruppo di turisti americani diretti a Venezia che la mattina non avevano potuto visitare il Colosseo. Questo è senza parole“. A noi invece lascia senza parole che un premier che si dichiara di “sinistra” si preoccupi delle rimostranze di alcuni turisti americani piuttosto che dei problemi dei lavoratori! Forse Renzi non lo sa ma i custodi del Colosseo ieri hanno scioperato per via del mancato pagamento dei salari accessori, incluse le festività, e per l’endemica insufficienza di personale! Avete capito bene il governo al posto che assumere giovani per aumentare il personale dei beni culturali vuole obbligare a chi già ci lavora sotto organico di farlo senza nemmeno permettersi di scioperare.Insomma gli straordinari non si pagano ma i lavoratori devono lavorare lo stesso se no diventano dei “sabotatori” e dei traditori.

@Gb

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