Commemorare la vittoria sul nazi-fascismo e rispettare la verità storicaTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Commemorare la vittoria sul nazi-fascismo e rispettare la verità storica

Commemorare la vittoria sul nazi-fascismo e rispettare la verità storica

Il 2 maggio 1945 l’esercito dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche conquistava il Reichstag. La bandiera rossa con la falce e il martello, innalzata da un soldato sovietico, sventolava a Berlino. Passati alcuni giorni, l’8 maggio 1945, la Germania nazista firmava la sua resa incondizionata. Il 9 maggio il popolo sovietico commemorava a Mosca la vittoria nella “Grande Guerra Patriottica” facendo passare questo giorno alla storia come il “Giorno della Vittoria”.

Fonte: Marx21.it

Terminava la II Guerra Mondiale nel continente europeo, e sarebbe seguita la sconfitta del Giappone imperiale nel continente asiatico. L’Umanità avrebbe conosciuto ancora terribili crimini come quelli di Hiroshima e Nagasaki perpetrati dagli USA quando il Giappone era ormai militarmente sconfitto e si preparava a firmare la resa.

Fu in quel mese di maggio che si pose fine alla tragedia più grande che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto e che è costata la vita a più di 50 milioni di esseri umani. Erano stati anni di distruzione di paesi interi con l’ “impero” nazista e le dittature fasciste che avevano occupato la quasi totalità dell’Europa continentale. Città intere furono rase al suolo, autentici genocidi furono commessi (solo l’URSS perse il 15 per cento della sua popolazione) dalle orde naziste. I campi di concentramento, le camere a gas, le fucilazioni e le deportazioni di massa sono diventati i simboli di una barbarie che non dobbiamo dimenticare.
Circa metà delle vittime della Seconda Guerra Mondiale è costituita da sovietici. Non esiste revisionismo storico che possa negare questa realtà. Non esistono operazioni di riscrittura della storia che possano eliminare fatti come quello che è stato l’Esercito Rosso a combattere da solo nel 1942 il 92 per cento della forza militare nazi-fascista, sul fronte orientale. Non c’è anticomunismo che permetta di rimuovere dalla realtà storica la resistenza eroica del popolo e dell’esercito sovietico, come quella degli 875 giorni dell’assedio di Leningrado. Non esistono menzogne e occultamenti che cancellino dalla storia il ruolo determinante di grandi battaglie come quella di Stalingrado – che avrebbe segnato definitivamente la svolta nella guerra e l’inizio dell’impetuosa controffensiva sovietica – e quella di Kursk, la “maggior battaglia della storia”, dove furono eliminate 50 divisioni dell’esercito nazi-fascista. Non esiste manipolazione storica che faccia dimenticare che lo sbarco in Normandia delle forze britanniche e nordamericane avvenne solo quando ormai era acquisito che l’Unione Sovietica si trovava nelle condizioni di liberare, solo con le proprie forze, tutta l’Europa.

Commemorare la Vittoria è onorare la verità storica e rendere omaggio al coraggio e alla determinazione di chi, come i comunisti, ha dato tutto sé stesso per sconfiggere il nazi-fascismo. Ma è anche di più. E’ ricordare che il fascismo non è stato un caso della storia, è stato la forma violenta che le classi dominanti hanno trovato per dare risposta alle profonde contraddizioni emergenti da una crisi economica del capitalismo che si prolungava dal 1929. E’ ricordare che le due grandi guerre che l’umanità ha conosciuto sono risultate non da un qualsiasi incidente del percorso storico, ma dall’evoluzione del capitalismo e della sua crisi intrinseca e strutturale. La storia non si ripete, ma se guardiamo oggi al mondo, alle guerre imperialiste di aggressione che segnano la realtà di diversi continenti, alla profonda crisi del sistema, ai crescenti attacchi alla democrazia e alla sovranità e alla riapparizione di forze e crimini fascisti – molti dei quali appoggiati dalle cosiddette “democrazie occidentali” come in Ucraina – il parallelismo è inevitabile. Non è un parallelismo che spaventi e blocchi la lotta dei comunisti, ma ci illumina sull’importanza decisiva della nostra lotta contro lo sfruttamento, l’oppressione e la guerra e sottolinea l’importanza della nostra missione storica, per il superamento del capitalismo e per la costruzione del socialismo che dia senso reale e definitivo alla frase: “Perché non accada mai più”.

di Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it - See more at: http://www.marx21.it/storia-teoria-e-scienza/storia/25581-commemorare-la-vittoria-sul-nazi-fascismo-e-rispettare-la-verita-storica.html#sthash.Ho12ORpk.dpuf

*Ângelo Alves è membro della Commissione Politica del CC del Partito Comunista Portoghese

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