Comunisti perseguitati in Ucraina. All'Ue interessa?Tribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Comunisti perseguitati in Ucraina. All’Ue interessa?

I diritti umani stanno molto a cuore all’Europa democratica, almeno a parole. Ma evidentemente non valgono per i comunisti, come si può vedere dal caso dell’Ucraina dove da sette mesi a questa parte essere comunisti o di sinistra diventa un pericolo per la propria incolumità. Stranamente però l’Ue e gli Stati Uniti tacciono e riconoscono le elezioni presidenziali svoltesi in questo clima di terrore oppressivo.

Negli ultimi sette mesi la stampa occidentale (europea e americana) non ha fatto che parlare dell’Ucraina in modo completamente parziale riportando in prima pagina ogni supposta violazione dei diritti umani o della sovranità perpetrata da non meglio specificati filorussi e omettendo in modo sistematico qualsiasi voce contraria di soprusi, aggressioni, violazioni perpetrate da Kiev. La vulgata del Maijdan ci parla in modo romantico del popolo ucraino che si libera del tiranno corrotto Yanukovich, omettendo di specificare che lo stesso aveva vinto elezioni democratiche considerate regolari e riconosciute da quegli stessi paesi che hanno poi appoggiato la rivolta di piazza di febbraio. Delle violenze e dei soprusi subiti dai comunisti in Ucraina invece sembra non interessare niente a nessuno, come se i diritti umani per loro, per qualche strano motivo, siano come sospesi. Se pensate che stiamo esagerando ecco a voi una lista approssimativa di tutte le violenze subite dai comunisti negli ultimi sette mesi, ricordandovi prima che il Partito Comunista d’Ucraina  è una forza democratica e legittima del Paese che nelle ultime elezioni prima del Maijdan avevano preso il 12%.

Innanzitutto i comunisti hanno visto le loro sedi di Kiev, Rivne, Lutsk, Lviv e Odessa assaltate e bruciate da bande di neonazisti. Non solo, poi iscritti e simpatizzanti hanno subito minacce, aggressioni fisiche e verbali, e alcuni di loro sono stati anche assassinati. Del resto come stupirsi dal momento che i parlamentari comunisti sono stati picchiati persino all’interno del Parlamento, senza che nessuno nella Casa Bianca o a Bruxelles si indignasse del nuovo corso della “democrazia” ucraina. Quattro ministri dal passato equivoco di estrema destra, per non dire filonazista, stanno facendo inoltre di tutto per dichiarare illegale il Partito Comunista mentre il Pravy Sektor, il partito neonazista che ha formato bande paramilitari che combattono per la Giunta di Kiev, ha chiaramente dichiarato di ripulire le strade “dalla melma rossa“, come ha detto il suo leader Dmytro Yarosh. Non solo, nei giorni del Maijdan in cui Yanukovich veniva costretto alle dimissioni dalla piazza, diversi manifestanti hanno assaltato la sede di Kiev dell Partito Comunista ucraino che è stato assaltato e distrutto. I militanti sorpresi all’interno della sede sono stati picchiati a sangue e fotografati, come ci riferisce PopoffQuotidiano.it, con tanto di didascalia: “Questi sono i veri nemici della Patria. Non importa se si tratta di donne o di bambini, sono il cancro della nostra società e vanno estirpati. Andateli a scovare a casa e fateli fuori!“. Anche qui silenzio assordante dei media e delle autorità europee, sempre molto solerti invece nell’accusa questo o quel paese di violazioni dei diritti umani, diritti che evidentemente non valgono per le persone di sinistra e comuniste in paesi come l’Ucraina. 

Nei giorni seguenti diversi appartamenti di membri del Kpu (Partito Comunista d’ucraina) sono stati distrutti e incendiati e la sede centrale di Kiev è stata occupata dal Pravy Sektor che ne ha fatto il proprio momentaneo quartier generale procurandosi peraltro le liste degli iscritti. In quei giorni i pestaggi erano letteralmente all’ordine del giorno in tutta l’Ucraina dell’Est, forse ricorderete la foto di un uomo che veniva obbligato a baciare una croce e che i nostri quotidiani identificavano come un cecchino di Yanukovich; poi si scoprì che era un deputato del Kpu linciato dalla folla solo per la sua appartenenza politica, ma nessun quotidiano rettificò. Per non parlare di quanto successo a Odessa dove si consumò l’orrendo massacro nel quale assai più di cento persone vennero letteralmente massacrate dopo essere state torturate e picchiate a morte all’interno della Casa dei sindacati. Si trattava quasi interamente di iscritti o simpatizzanti del Partito comunista, ma anche in questo caso nessuna pietà e nessuna indignazione in Occidente. Popoff a questo riguardo ha riportato le parole di Sergei Kirichuk, uno dei fondatori di Borotba, uno dei partiti comunisti ucraini: “L’orrore di Odessa ha dimostrato che si potevano compiere atti del genere e restare impuniti. Da allora per chi si considera di sinistra in Ucraina è iniziato il terrore. Ci stanno braccando. Vogliono costringerci a espatriare. Come dice Yarosh, noi siamo “portatori criminali dell’ideologia comunista”. Quindi, andiamo eliminati. Posso dire con certezza che in Ucraina esiste l’apartheid, anche se non è ancora stata codificata dalla legge“. “Russia Today” ha quantificato nell’ordine di 358 i membri o simpatizzanti dei vari partiti ucraini brutalmente assassinati dai neonazisti negli ultimi sette mesi. 

Inoltre ricordiamo che la scorsa primavera si sono tenute le elezioni presidenziali in Ucraina che hanno visto la vittoria di Petro Poroshenko, elezioni che hanno visto la mancata partecipazione del Kpu e di altri partiti di sinistra con il candidato comunista Petro Simonenko che ha ritirato la sua candidatura alle presidenziali per paura per la propria incolumità. Nonostante questo le elezioni sono state ritenute completamente valide dall’Occidente.

 

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