Comunque vada si è consumato il “suicidio” della sinistraTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Comunque vada si è consumato il “suicidio” della sinistra

Il 2013 comunque vada verrà ricordato come l’anno zero della “sinistra” italiana, l’anno del suicidio di massa della sinistra e del centrosinistra, incapace di reggere l’urto con la modernità e di sapersi riadattare ai tempi che cambiano. Da questo disastro occorre rimettere le macerie per costruire una casa “nuova” per una sinistra che non si vergogni di sè stessa. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/fatanera/2275763180/”>*FataNera*</a&gt; via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a&gt; <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a&gt;

Questo 2013 doveva, almeno secondo i creduloni catastrofisti, essere l’anno del cambiamento, dell’Apocalisse. Si sbagliavano, la terra è ancora qui, ma qualcosa è morto lo stesso, stiamo parlando della sinistra italiana, tanto nella sua declinazione moderata e governista, quanto in quella radicale. Una sinistra, quella italiana, che sembra aver deciso di suicidarsi, sprecando nel giro di pochissimi mesi tutti i consensi di cui aveva a disposizione, e dimostrando, ancora una volta, la pochezza e la distanza delle classi dirigenti dalla base e dalla società reale. Sembra quasi che la sinistra italiana abbia deciso di aspettare sulla riva del fiume il cadavere di Berlusconi, smettendo di cercare di risolvere i problemi reali degli italiani, rinunciando inspiegabilmente a rappresentare la rabbia e la voglia di cambiamento proveniente dal ventre del Paese.  Un fallimento totale e senza appello che coinvolge la sinistra nel suo complesso, da quella anticapitalista e radicale rappresentata nelle ultime elezioni da Antonio Ingroia, che peraltro era già malata e debole, fino a quella moderata che si pensava, erroneamente, in salute. Storia di un suicidio annunciato concretizzatosi nelle ultime ore con l’incomprensibile candidatura di Franco Marini come Presidente della Repubblica. Tutto il Paese è spaventato, richiedere un cambiamento e un rinnovamento della politica e delle istituzioni, Grillo vede i suoi consensi lievitare grazie alle sue proposte populistiche, e in tutto questo il Pd, ovvero il centrosinistra, che cosa fa? Propone Marini, ex democristiano che rappresenta, ancora una volta, la conservazione del fortino, l’inciucio con con la destra che ha rovinato il Paese piuttosto che con chi, come Rodotà, vorrebbe provare a imprimere una svolta, non si sa se positiva o meno, ma comunque una svolta. E in tutto questo sembra quasi che il centrosinistra voglia fare gli interessi di chi, come il Movimento Cinque Stelle, sbraita contro tutti, alzando i toni in modo pericolosamente antidemocratico. Scegliendo Marini sarà difficile spiegare agli italiani che Grillo ha torto a non vedere differenza tra Pd e Pdl. Ma se è vero che l’ora più buia è quella più vicina all’alba, ecco che forse la strada per una sinistra con la S maiuscola, una sinistra che non si vergogni di se stessa,  forse potrebbe essere finalmente tracciata all’orizzonte. Una sinistra moderna, una sinistra che tranci in modo a questo punto inequivocabile il cordone maledetto con il liberismo e con la stagione delle larghe intese. Siamo di fronte a uno dei periodi più drammatici della storia italiana, e la sinistra non può e non deve permettersi di scomparire. Al contrario, la sinistra deve tornare tale, deve ritrovare nella critica al capitalismo la spinta a ricostruire partendo dalle proprie origini, coinvolgendo i cittadini nel cambiamento tanto agognato. Una sinistra che abbia il coraggio di rompere tanto con le vecchie cariatidi come Bindi, Marini, Veltroni, Fioroni, Finocchiaro, quanto dalle nuove minacce rappresentate da Renzi e dal suo entourage, una sinistra che non si vergogni di avere come modello Gramsci, Togliatti e Berlinguer e che lasci stare De Gasperi e il Cardinal Martini al proprio posto. Una sinistra che semplicemente faccia la sinistra senza imporre ai cittadini soluzioni che non rappresentano nessuno se non una classe dirigente ormai scollegata dalla realtà e sconfitta due volte dalla storia. Farlo è possibile, mai come ora, tutto quello che serve è il coraggio. Ne sarà rimasto abbastanza?

Gracchus Babeuf

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