Con Renzi premier vincono tutti, tranne la sinistraTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Con Renzi premier vincono tutti, tranne la sinistra

L’unico a essersene accorto nel Pd sembra essere Pippo Civati, ma come al solito sembra isolato. Con Matteo Renzi premier e il suo entourage di giovani rampanti piazzati nei centri del potere sembrano essere tutti contenti, tutti tranne la “sinistra”.

Matteo Renzi è andato avanti come un treno, consapevole che non è tanto importante il come si prende il potere, ma l’importante è prenderlo il potere perchè il potere, come disse Andreotti, “logora chi non ce l’ha“. Poco importa se lo ha fatto prendendo la guida di un partito che con lui non doveva centrare molto, poco importa se lo ha fatto caratterizzandosi per un nulla ideologico agghiacciante e reso ancor più pericoloso dal modo di fare arrogante e aggressivo dei giovani rampanti che si porta appresso, l’importante era riuscire a divenire premier, e il sindaco di Firenze ce l’ha fatta. Così sembra quasi normale che un uomo, Renzi, diventi premier senza essere mai stato eletto da nessuno, e soprattutto sembra quasi normale che si andrà a votare nel 2018. Di questo sembra essersene accorto anche Pippo Civati, forse l’ultima testa pensante attiva rimasta nel Pd non ancora intaccata dal “nulla” del sindaco fiorentino. E poi capita di guardare “L’Aria che Tira” su La7 una mattina e ci si imbatte in Marco Travaglio, idolo di una certa sinistra col paraocchi, che continuando il paragone Blair-Renzi, con il secondo che vorrebbe diventare il primo trattando con la “Thatcher” di turno (Berlusconi e Alfano),  si lascia scappare un “Ad avercela la Thatcher“. Insomma anche la Lady di Ferro viene vista con nostalgia, tutto pur di non scomodare la Sinistra, quella con “S” maisucola, l’unica che realmente esce con le ossa rotte dalla giostra infernale della politica italiana. A venire sacrificata è sempre lei, la sinistra, tanto se per sinistra intendiamo quella che viene comunemente accettata in Parlamento e nei saloni della politica tradizionale si tratta di una sinistra che troverà sempre il modo per stare buona e accettare tutto, anche le mazzate sulla testa. Così Civati se da un lato si lamenta, dall’altro ha forse fatto qualcosa dentro il Pd per lasciare Renzi di fronte alle sue responsabilità? Ha forse organizzato una scissione, a questo punto inevitabile se uno è realmente di sinistra, per ridare dignità a concetti soffocati e strozzati dal protagonismo del nulla post-ideologico di Renzi e soci? Alla fine tutti si lamentano, tutti punzecchiano, ma il sindaco di Firenze resta lì, anzi diventa premier, e ne sorridono tutti, da Silvio Berlusconi e la destra, che vedranno un premier sulle proprie stesse posizioni (lo disse anche Berlusconi tempo fa), fino a Grillo che potrà sedersi sul greto del fiume ad aspettare che Renzi si logori da solo. L’importante è che la sinistra resti ai margini…

Gracchus Babeuf

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