Conquistano consensi gli ultras dello Scontro tra CiviltàTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Conquistano consensi gli ultras dello Scontro tra Civiltà

Cavalcando la paura generata dal terrorismo sono sempre di più coloro che conquistano consensi procedendo a grandi passi verso lo “Scontro tra civiltà” che era stato già prefigurato da Samuel Huntington. Una visione superficiale e parziale che serve a nascondere dietro le divisioni religiose ed etniche le responsabilità di chi sta infiammando il mondo.

Da un lato l’Occidente con tutti i suoi pregi e difetti, dall’altro il mondo musulmano che i nostri media tendono a presentarci come un ammasso uniforme nonostante sia un mondo che include miliardi di persone diverse tra di loro. Il terrorismo del resto lavora proprio in questo senso, gettando benzina nel fuoco dello “scontro di civiltà”, un concetto propagandato dall’americano Samuel Huntington nel 1996. L’Occidente ha avuto tutto l’interesse a dichiarare morte le ideologie in quanto, vedi il comunismo, stavano creando ponti pericolose tra culture diverse che avrebbero rischiato di minare il predominio del capitalismo di marca anglosassone. Viceversa lo scontro tra civiltà serve eccome al capitalismo che può continuare a lucrare utilizzando guerre e terrorismo per il proprio tornaconto. Così i media ci presentano ad esempio lo Stato Islamico come una “reazione” del mondo arabo alla globalizzazione, ignorando però che è proprio l’Occidente ad aver fatto di tutto per rafforzare l’Isis nel tentativo di liberarsi di governi ritenuti scomodi per i propri interessi come quello di Assad in Siria. Con il terrorismo tutto diventa facile e giustificabile, basti guardare a cosa ha originato l’11 settembre con gli americani che hanno ottenuto il consenso globale per l’invasione di Afghanistan e Iraq. Peccato che l’Iraq sia stato invaso senza alcun motivo, fabbricando prove false, e quegli stessi che si sono resi responsabili di quei crimini atroci siano ancora lì, pronti a entrare nella Casa Bianca (o forse non ne sono mai usciti). La realtà è che identificare i musulmani tout court come inclini a simpatie per il terrorismo rappresenta un regalo a quegli stessi capitalisti che per anni hanno fatto di tutto per rafforzare lo stesso terrorismo, basti pensare a come per almeno cinque anni tutti i paesi europei abbiano chiuso gli occhi di fronte all’esodo dei foreign fighters in Siria. E quegli stessi che hanno favorito la discesa nell’abisso in Libia, Siria e Medio Oriente oggi sono quelli che urlano allo scontro di civiltà, esattamente lo scenario adatto per polarizzare l’opinione pubblica e cavalcare le paure in modo così da rafforzare le proprie posizioni e nascondersi dietro l’incendio dell’odio del terrorismo.

Tribuno del Popolo

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