Conservatori? No,Partigiani della Costituzione | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Conservatori? No,Partigiani della Costituzione

Dopo che ieri Mario Monti ha definito come “conservatrici” le forze come la Cgil, la Fiom e la sinistra italiana, crediamo sia giusto fare un pò di chiarezza. 

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Ieri il professore Monti, assurto alla ribalta della cronaca come uomo educato e dall’aplomb anglosassone, ha come si suol dire “pisciato fuori dal vaso”. O forse, semplicemente, ha mostrato la sua vera faccia. La faccia di chi , lo ammette candidamente, ritiene la “destra” e la “sinistra” due categorie sorpassate. Anche i bambini si accorgono della pericolosità di questa teoria, una teoria secondo cui tutte “le vacche sono nere”, come in una grande notte in cui vengono meno le distinzioni di idee e di visione del mondo. Monti è oltre, un pò come Grillo, i vecchi schemi. Peccato che le sue idee a noi sembrano eccome connotate a destra, una destra che trae le sue radici negli anni Ottanta di Reagan e della Tatcher, i due teorici del “light state” e dell’abbattimento dello stato sociale. Monti si sente il depositario del pensiero unico del XXI secolo, si sente colui che è in grado di decidere le idee lecite e le idee illecite, ed è chiaro che non possa vedere che con entusiasmo alla distruzione della sinistra. Ed ecco il suo capolavoro lessicale, definire “conservatori” la Cgil, la Fiom, Fassina e tutto ciò che è ancora un pò di sinistra in questo Paese. Conservatori sì, avete capito bene.  E noi accettiamo di buon grado questa etichetta se per conservatori si intende il cercare di conservare tutti gli straordinari successi delle lotte progressiste e operaie del secolo scorso, se si intende il cercare di conservare la Costituzione italiana, la più bella del mondo, frutto di una battaglia sanguinaria tra le forze progressiste, di cui noi facevamo parte, e quelle conservatrici della monarchia e del fascismo. Forse alla Bocconi i libri ingialliti della storia del nostro Paese non interessano, non servono forse a imparare a far da conto e a produrre ricchezza, servono però a conoscere la storia del Paese ove si vive, e dovrebbe essere questa una conditio sine qua non al candidarsi a servirlo. Partigiani della Costituzione, non ci vergogniamo a vestire i panni dei conservatori se si tratta di conservare i diritti conquistati con lotte durate decenni. I veri conservatori semmai sono proprio i montiani che, volendo abolire i diritti del lavoro, ignorando il dramma sociale del precariato, vogliono riportare le condizioni dei lavoratori indietro di un secolo. Non dobbiamo consentirlo.

Il tribuno

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