Consulta, si rimanda ancora l'elezione dei due membri laiciTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Consulta, si rimanda ancora l’elezione dei due membri laici

Il Parlamento non riesce ad eleggere i due membri laici della Corte Costituzionale. Napolitano deluso dallo stallo delle due Camere.

Sono diciassette le votazioni sprecate per l’elezione dei due membri laici della Consulta. Nella giornata di oggi si sperava si riuscisse a trovare una convergenza su due nomi, quelli di Ignazio Francesco Caramazza e Luciano Violante. Ma, numeri alla mano, le due Camere non hanno alcuna intenzione di porre fine a questa eterna Odissea. Il primo sembrerebbe aver ricevuto 422 voti, mentre il secondo 506. Ancora non sufficienti per essere eletti.

Dopo questi risultati Caramazza ha deciso di ritirare la sua candidatura, poiché si è detto non disposto a coinvolgimenti della sua persona in manovre non corrette per per il funzionamento delle Istituzioni. Probabilmente si procederà ancora con il nome di Luciano Violante.

A rendere ancor più complicata la situazione ci ha pensato il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta, il quale ha chiesto una verifica sui requisiti di eleggibilità per Luciano Violante. Il capogruppo FI ha manifestato questa richiesta per evitare che si ripeti la stessa situazione che si è creata per il Csm. Proprio il Consiglio Superiore della Magistratura, infatti, ha dichiarato ineleggibile Teresa Bene, la quale aveva nelle ultime votazioni, ottenuto i consensi necessari per essere eletta membro laico del Csm.

Il capogruppo del PD al Senato, Luigi Zanda, ha risposto a Brunetta sottolineando che i requisiti per la candidatura di Luciano Violante sono già stati ampiamente verificati. Il Presidente della Repubblica ha espresso il suo disappunto riguardo questo importante ritardo con queste parole: “Rattrista e preoccupa che il Parlamento si autoprivi di una facoltà attribuitagli dalla Costituzione”.

Per quanto riguarda il Csm, la situazione sembra essere di nuovo ad un punto morto, proprio per la presunta ineleggibilità espressa dal Csm stesso nei confronti del membro laico Teresa Bene, indicata dal Partito Democratico.

La Professoressa Bene ha scritto una lettera di 19 pagine, indirizzata alla Presidente della Camera Laura Boldrini, per chiedere di sospendere le elezioni che decreterebbero il suo sostituto, attendendo il ricorso e sostenendo che dovrebbe essere il Parlamento a valutare i titoli per l’eleggibilità di un membro del Csm. Le richieste di Teresa Bene sono state respinte all’unisono dal Presidente della Camera Boldrini e dal Presidente del Senato Grasso.

Il Parlamento dovrebbe effettuare un’altra seduta comune martedì prossimo per eleggere un membro togato, in sostituzione della Professoressa Teresa Bene.

Probabilmente l’Italia riuscirà ad vedere una Corte Costituzionale ed un Consiglio di Magistratura completi fra due o tre anni, se tutto dovesse procedere per il meglio.

 Danilo Di Trani

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