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mercoledì , 18 ottobre 2017
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Contro la corruzione un impegno per i candidati al parlamento

Cinque impegni stringenti di trasparenza, integrità e responsabilità per sconfiggere la corruzione che blocca il futuro dell’Italia. Li chiedono ai candidati al Parlamento i cittadini che aderiscono a Riparte il futuro, campagna di mobilitazione digitale contro la corruzione promossa da Libera e Gruppo Abele. La campagna ha l’obiettivo di impegnare i candidati di tutti i partiti politici a quella trasparenza che in altri Paesi dell’Unione è prevista dalla legge.  Simbolo della campagna è un braccialetto bianco con  un hashtag  #100 giorni, che i candidati firmatari indosseranno per i primi cento giorni della nuova legislatura.

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Fonte: Oltremedianews.com

“Riparte il futuro” chiede ai candidati di mettere in rete il curriculum vitae, la propria condizione reddituale e patrimoniale, l’eventuale presenza di conflitti d’interesse, la propria situazione giudiziaria. E li impegna a riformare nei primi 100 giorni della nuova legislatura l’art. 416 ter del Codice Penale, la norma che riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso e che considera corruzione soltanto il passaggio di denaro dal rappresentante pubblico al corruttore mafioso, trascurando altre controprestazioni essenziali: i ‘favori’, le raccomandazioni, le informazioni privilegiate sugli appalti in cambio di voti, la garanzia dalla repressione. Tutti atti che permettono l’accesso dei clan criminali alla vita economica e sociale del Paese senza creare allarme, passando per il fenomeno corruttivo.

Secondo le stime della Corte dei Conti il costo annuo della corruzione è di circa 60 miliardi di euro l’anno. Una cifra imponente che consentirebbe la riduzione dell’IVA e dell’IMU o che potrebbe essere utilizzata per risanare i deficit della  sanità evitando tagli drastici che colpiscono  i cittadini.  Una somma con cui si potrebbe finanziaria la scuola pubblica  oppure programmi di sviluppo ecocompatibili per favorire la ripresa economica e l’occupazione. Invece questo fiume di denaro si perde nei rivoli delle mazzette del malfunzionamento del rapporto pubblico/privato in cui sguazzano corrotti e corruttori, malavitosi e galoppini.

Riparte il futuro è stata presentata oggi a Roma da don Luigi Ciotti, assieme a Francesca Rispoli, direttrice di Libera e Leonardo Ferrante, operatore del Gruppo Abele responsabile scientifico della campagna. Già nella prima settimana di test, migliaia di persone hanno firmato l’appello per chiedere ai candidati di sottoscrivere i cinque impegni. “si tratta – dicono gli organizzatori – di un primo step della campagna anticorruzione che proseguirà nei prossimi due anni con iniziative a più livelli perché, come dimostrano i dati e le ricerche internazionali, di corruzione rischia di morire l’intero Paese.”

Per  Francesca Rispoli, direttrice di Libera. “Il furto operato dai corrotti ai danni di tutti noi è enorme. Ma non basta a descrivere il fenomeno. La corruzione uccide il futuro: non si tratta solo dei soldi sottratti alle casse pubbliche e private dai traffici tra politici, amministratori, imprenditori, cittadini corrotti, ma della perdita di credibilità e di fiducia nell’intero sistema Paese.”  Più netto Don Luigi Ciotti secondo il quale vi è un problema di fondo di natura culturale, “dobbiamo capire – afferma il fondatore di Libera -  che se non cambiamo la nostra mentalità,  se non iniziamo noi tutti a contrastare e denunciare la corruzione sarà ben difficile debellare questo flagello”.

Gli organizzatori metteranno on line dopo la presentazione delle liste i nomi dei  candidati  che hanno aderito alla campagna. Nel frattempo è scontata l’adesione di Gabriella Stramaccioni, già direttrice di Libera candidata con la lista Ingroia, mentre alla presentazione  erano presenti Ermete Realacci  deputato del PD e Roberto Natale candidato con SEL.

Per Realacci  “Le proposte contro la corruzione e per la trasparenza che arrivano dalla campagna ‘Riparte il futuro’  sono misure importanti e condivisibili. Mi impegno a intervenire da subito nella prossima legislatura, insieme ai parlamentari che condivideranno questa battaglia di civiltà, per modificare – rafforzandola ulteriormente – la legge anticorruzione. Combattere questa piaga rappresenta con tutta evidenza una priorità per il Paese e per la sua crescita. Per quanto riguarda le richieste sulla trasparenza ai singoli parlamentari le trovo assolutamente giuste e le pratico da tempo”. Anche Natale conferma l’impegno a seguire la campagna in Parlamento “è una questione di civiltà combattere a fondo al corruzione” sottolinea l’ex segretario della FNSI.

Come inizio non è male. Nel prossimo Parlamento nessuno potrà far finta di nulla.

   Gianni Montesano

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