Contro l'intervento francese in SiriaTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Contro l’intervento francese in Siria

Il testo dell’appello lanciato dai compagni di “Faire vivre le PCF” contro la nuova minaccia di intervento militare nel Medio Oriente da parte del governo “socialista” francese

Il presidente Hollande, subito prima del dibattito parlamentare sull’intervento francese in Siria, ha annunciato che giudicava “necessari” degli attacchi aerei, in forma unilaterale, senza mandato delle Nazioni Unite e senza l’accordo del principale interessato, il regime siriano.

Nel conflitto, la Francia porta già una parte di responsabilità. Come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Turchia e i paesi del Golfo, la Francia ha preferito il sostegno finanziario e militare agli islamisti. Ha operato ingerenze negli affari interni di un paese sovrano al fine di rovesciare il regime siriano. E continua su questa via, come mostrano le ultime dichiarazioni di Manuel Valls (il primo ministro francese, ndt).

Conosciamo le conseguenze di queste ingerenze. I movimenti islamisti, pesantemente armati, intervengono in Iraq quanto in Siria. I civili sono obbligati a fuggire dalle zone di combattimento e si ammassano nei campi, aspettando tempi migliori. L’ultimo paese laico della regione, un paese sviluppato, si dirige verso il caos. Come la Libia, come l’Afghanistan, come l’Iraq. Ovunque le ingerenze imperialiste producono gli stessi effetti.

Peggio, questo intervento sarà fatto nell’ambiguità degli obiettivi di guerra, che sarebbero quelli di fare arretrare lo Stato Islamico e allo stesso tempo di impedire la vittoria militare del regime siriano.  Non è che l’intervento della Francia è mosso dalla paura del ruolo della Russia in Siria, più che dall’avanzata degli islamisti? Aggiungere a questo disastro altre bombe, rischia di provocare un’escalation dove un intervento di terra non risolverà niente.

Jacques Chirac a suo tempo seppe tenere una posizione indipendente da quella degli Stati Uniti. La catastrofe che si è scatenata in Iraq a causa dell’intervento americano gli ha dato ragione.

Mentre i servizi pubblici, le amministrazioni e gli enti locali sono schiacciati da un’austerità che distrugge la solidarietà e frena l’economia, gli appelli alla guerra considerano legittimo spendere milioni di euro in un’ennesima avventura armata. In grande difficoltà sulla politica interna, il presidente Hollande pensa senza dubbio che darsi l’aria di comandante in capo gli riporterà la sua popolarità. E’ una fuga in avanti che non porterà niente di buono.

Tutto il Medio Oriente è destabilizzato da 20 anni di interventi militari occidentali. E’ tempo che questo finisca. Noi chiediamo:

- la fine dell’ingerenza francese nel Medio Oriente e di tutti gli interventi militari esterni, cominciando dall’uscita della Francia dalla Nato
- una vera diplomazia che privilegi la ricerca di soluzioni diplomatiche, e che interloquisca con la Russia e più in generale con i Brics
- un’azione forte che esiga dal Qatar e dall’Arabia Saudita la fine dei finanziamenti delle reti Jihadiste
Seguono firme di membri del Consiglio Nazionale del Partito Comunista Francese e di quadri militanti.

L’originale dell’appello in http://lepcf.fr/Contre-l-intervention-francaise-en-Syrie

Fonte: marx21.it

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