Convegno UAAR su “non credenti e credenti”Tribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Convegno UAAR su “non credenti e credenti”

Si è tenuto ieri presso la Camera dei Deputati l’incontro “Credenti e non credenti: differenti con identici diritti” organizzato dall’UAAR ((Unione Atei e Agnostici Razionalisti) per promuovere la riforma dell’art.8 della Costituzione. L’obiettivo è quello di raggiungere un’equiparazione del diritto di libertà di religione a quello di libertà dalla religione. 

Fonte: Oltremedianews

Ieri, 10 gennaio 2014, si è tenuto a Roma, nella splendida Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, il convegno “Non credenti e credenti: differenti, con identici diritti”, organizzato dalla UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) e patrocinato dal comune di Roma.

Il pubblico, numeroso e partecipe, ha seguito per quasi quattro ore il dibattito fra i relatori, tutti di assoluto rilievo. Partecipavano infatti al dibattito Laura Balbo, già parlamentare del PCI e ministro delle pari opportunità, sociologa e presidente onoraria della UAAR; Stefano Moriggi, che insegna filosofia della scienza all’università di Milano – Bicocca;Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia; Stefano Levi della Torre, docente di architettura al politecnico di Milano ed esperto di ebraismo; Paolo Ferrero, già ministro della solidarietà sociale e segretario nazionale di Rifondazione Comunista; Khaled Fouad Allam, che insegna sociologia del mondo musulmano all’università di Trieste; Gherardo Colombo, già membro del pool di Mani Pulite e attualmente consigliere d’amministrazione della Rai; e Lucio Malan, senatore del PDL. A moderare l’incontro ha provveduto Raffaele Carcano, segretario della UAAR.

Il dibattito, distante anni luce dalle bassezze dei talk show televisivi, è stato pacato e approfondito e ha toccato numerosi temi. Raffaele Carcano ha introdotto la discussione chiarendo quale fosse l’obiettivo strategico del convegno: fornire un punto di partenza per l’iniziativa forse più ambiziosa della UAAR, che intende arrivare alla modifica dell’articolo 8 della costituzione e far sì che il diritto alla libertà dalla religione sia equiparato a quello di religione: in questo modo, per altro, l’UAAR potrebbe arrivare alla stipula di un concordato con lo Stato. Partito il dibattito vero e proprio, si è parlato anzitutto della società, che deve essere in grado di tenere insieme persone e gruppi diversi (così la intendeva Aristotele), e all’interno della quale occorre che i cittadini tornino ad agire quali soggetti. Ovviamente si è dibattuto sulla laicità, intesa non solo come metodo ma come avente dei contenuti e degli orizzonti, e per la quale occorre recuperare uno spazio pubblico. Altro tema toccato è stato quello della scienza in relazione con la società; la scienza produce democrazia, eppure la nostra epoca non sembra affatto essere scientifica (come certe recenti vicende sembrano dimostrare). Si è parlato anche di nuove forme religiose, atee, quali la venerazione e il timore reverenziale per i mercati, che minacciano castighi e fanno scontare alle generazioni attuali le ataviche colpe di quelle passate: emblematico a tal riguardo è l’intervento di Paolo Ferrero, secondo il quale occorre decostruire ogni forma religiosa, tradizionale o innovativa che sia, ricostruendo al contempo la soggettività di classe, che porta ad una conflittualità dialettica (e dove il conflitto di classe langue, i conflitti identitari emergono in tutta la loro durezza).

Ha concluso il primo giro di interventi il sen. Lucio Malan, che si è detto interessato alla proposta UAAR di modifica dell’articolo 8 della costituzione, pur ritenendola di difficile, se non impossibile, attuazione. Secondo il senatore, che ha esposto le proprie tesi con argomentazioni piuttosto pittoresche, nella società italiana è innegabile la presenza di elementi religiosi, ma anche la laicità (e addirittura l’ateismo) non scherzano. Ad esempio, se è vero che nell’ultimo anno di liceo di studia Manzoni, è anche vero che subito dopo arriva la batosta (parole sue, N.d.R.) di Leopardi!

Concluso il primo giro, i relatori si sono confrontati sulle opinioni espresse, prima tra di loro e poi brevemente col pubblico. Il convegno è riuscito, risultando di grande interesse: ora non resta che seguire con interesse il percorso dell’iniziativa UAAR volta a cambiare l’articolo 8 della costituzione.

Simone Mucci

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