Convention della Fgci sulla "Questione Meridionale"Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Convention della Fgci sulla “Questione Meridionale”

Nei giorni 14 e 15 dicembre le compagne e i compagni delle federazioni centro-meridionali della Fgci si sono riunite a Lecce in un incontro sulla questione meridionale, sui giovani e sull’università.

Gli interventi dei compagni e il dibattito sviluppato nel primo giorno della Convention, cui hanno partecipato anche il condirettore della rivista Marx XXI e il Responsabile Mezzogiorno del Partito (Pdci), hanno evidenziato come gli sviluppi economici e politici che si sono succeduti  negli ultimi trent’anni non hanno eliminato né superato la questione meridionale che resta uno dei nodi insoluti  della società italiana. La crescente sofferenza del Paese trae origine dalla contraddizione territoriale Nord-Sud che rappresenta un carattere nativo del capitalismo italiano.   La questione meridionale si intreccia poi con la questione giovanile, dal momento che ad emigrare sono laureati e diplomati  – le intelligenze, le forze che potrebbero essere impegnate in un progetto di rilancio del presente del nostro Paese – ponendo una seria ipoteca sullo sviluppo del Mezzogiorno italiano. La povertà, l’assenza di prospettive e la collusione delle forze politiche e notabilari meridionali sono inoltre  alla base del prosperare di una fitta rete di criminalità organizzata. Sulla situazione odierna dell’Italia meridionale influiscono anche le politiche dell’Unione Europea, la cui attuale amministrazione, fortemente egemonizzata da forze politiche, sociali ed economiche reazionarie ed antipopolari, ha penalizzato i lavoratori e le aree più deboli dell’intero continente.

La Fgci, come organizzazione comunista, riconosce quindi il carattere fisiologico della questione meridionale ove altre forze, anche progressiste, ne rilevano una mera patologia, risolvibile nel quadro dell’attuale sistema capitalista. Occorre promuovere un rinnovato intervento pubblico in economia, orientato alla redistribuzione dei redditi, alla tutela dei diritti dei lavoratori e all’investimento nei saperi (scongiurando i progetti di chiusura di importanti atenei, tra cui, a proposito, quello di Lecce), che non ripeta gli schemi fallimentari dello Stato assistenziale e clientelare, incapace di riscattare le sorti del popolo ma solo di arricchire ristretti gruppi di imprenditori e politici.

La priorità dei compagni è dunque quella di riorganizzare la struttura della Fgci nel Mezzogiorno e sull’intero territorio nazionale, di ritornare protagonisti della scena politica, di incidere e partecipare alle lotte dei giovani lavoratori e degli studenti, una generazione precaria e prima vittima dell’attuale crisi del capitalismo, facendoci infine promotori di un ampio fronte in grado di raccogliere tutte le forze democratiche e progressiste del Paese che si sono mobilitate in difesa della Costituzione repubblicana e antifascista.  Non è quindi più rinviabile un momento nazionale, il più ampio e partecipato possibile, che raccolga le istanze emerse dal dibattito – forma partito, autofinanziamento, forme di comunicazione – e metta al centro i temi della riorganizzazione e del rilancio politico della giovanile del Partito, anche in vista dell’appuntamento elettorale europeo.

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