Corea del Nord. I test nucleari sono una risposta alle esercitazioni UsaTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Corea del Nord. I test nucleari sono una risposta alle esercitazioni Usa

Nonostante i media presentino il governo nordcoreano come una sorta di Spectre caricaturale e malvagio nelle ultime ore è arrivata la notizia che Pyongyang sarebbe anche disposta a smettere con i test nucleari qualora gli Usa interrompessero le esercitazioni con la Sud Corea a pochi chilometri dal confine nordcoreano. 

Leggendo i quotidiani sembrerebbe quasi che la Corea del Nord ogni giorno voglia testare armi atomiche in vista di fare guerra al mondo. Contribuisce a diffondere quest’idea una visione del tutto caricaturale della Nord Corea con Kim Jong-Un che viene presentato come una sorta di macchietta del male e il suo governo come una sorta di Spectre che passa ventiquattro ore al giorno a capire come fare a distruggere il mondo. Secondo quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri della Corea del Nord, Ri Yong Su, giunto a New York per firmare una serie di accordi climatici mondiali. Pyongyang sarebbe anche disposta a on effettuare il suo quinto test nucleare a condizione che gli Usa concludano subito le annuali esercitazioni in Corea del Sud. Ogni anno infatti Wasington e Seoul organizzano delle vaste esercitazioni militari che vengono ciclicamente viste da Pyongyang come delle prove generali di invasione, e il fatto che gli Usa continuino a farle sembra far parte di un piano di destabilizzazione del governo nordcoreano.

“Qualora continuassero in tal senso, ci potrebbero essere conseguenze disastrose per noi, gli USA ed il mondo intero. Abbiamo diritto ad un deterrente nucleare e non saremo vittima del bullismo internazionale che continua ad elevarci sanzioni. Abbiamo sviluppato un arsenale nucleare perché costretti in una strategia di auto-difesa dall’aggressione statunitense. L’unica cosa che potrebbe fermare i test sarebbe la conclusione delle manovre ancora in corso con Seul. E’ la politica ostile degli Stati Uniti ad aver isolato la Corea del Nord. Noi cerchiamo soltanto nuove opportunità con il mondo intero, USA inclusi. Risolveremo la crisi in un modo o nell’altro: pacificamente con il dialogo o con le armi nucleari se dobbiamo. Dipende tutto dagli Stati Uniti”, ha riferito il ministro degli Esteri nordcoreano (Fonte: Il Giornale).

Il bello è che nessuno parla però della grande esercitazione a cui alludono i nordcoreani, cominciata dall’esercito americano e sudcoreano ormai il 7 marzo. Si parla delle esercitazioni Key Resolve/Foal Eagle che si concluderanno il 30 aprile e che hanno coinvolto qualcosa come trecentomila soldati sudcoreani e quindicimila americani. Di fronte a un tale spiegamento di forze quindi non appare così folle il risentimento di Pyongyang, spaventata anche dalla nuova strategia varata dagli Usa, la OPLAN 5015, che prevede in caso di crisi con la Nord Corea un attacco preventivo contro i principali obiettivi strategici della Repubblica Democratica di Corea. Dunque non si tratta di un regime folle che minaccia “a caso” Usa e Sud Corea con test nucleari ma di uno Stato sovrano che sta semplicemente cercando di difendere se stesso con il deterrente nucleare, esattamente come hanno fatto altri stati in passato.

Gli Usa comunque hanno ovviamente risposto alzando ancora l’asticella della provocazione e chiedendo alla Corea del Nord di “astenersi dal compiere ulteriori azioni e di porre fine ad una retorica che ha il solo fine di inasprire le tensioni nella regione“. Evidentemente dunque la Nord Corea è convinta che le esercitazioni servano solo a pianificare l’invasione della Corea del Nord, e nessuno negli Usa può assicurare che tale invasione non avverrà. Dunque quella del governo nordcoreano forse non è semplicemente paranoia..

Tribuno del Popolo

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top