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venerdì , 20 ottobre 2017
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Corea del Nord. Si alza ancora la tensione, a rischio anche il Giappone

Si alzano ancora i toni nella penisola coreana dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato la decisione di voler rafforzare il sistema di difesa missilistico in Alaska contro eventuali attacchi nucleari provenienti da Pyongyang. Secondo Pechino però questa decisione rischia di alzare ulteriormente i toni, e intanto Pyongyang ha esteso la minaccia anche al Giappone..

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La tensione sulla penisola coreana non accenna a diminuire, anzi. Eravamo rimasti che Pyongyang aveva unilateralmente annullato l’armistizio che dal 1953 aveva posto momentaneamente fine al conflitto tra Corea del Nord e Corea del Sud, e soprattutto che i vertici militari nordcoreani avevano minacciato apertamente sia Seoul, sia Washington, evocando gli spettri di una guerra nucleare. L’ultima notizia che rischia di rinfocolare ulteriormente gli animi è quella che Washington nei giorni scorsi ha ordinato di  rafforzare il sistema di difesa anti-missile in Alaska, contro eventuali attacchi nucleare provenienti dalla Corea del Nord. Tale notizia è stata accolta con apprensione da Pechino, che detto apertamente che la decisione degli Stati Uniti rischia ora di minare realmente la stabilità in Asia.  “Le difese missilistiche servono solo a rafforzare e intensificare antagonismo, e non aiutano a risolvere la questione” ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Hong Lei in una conferenza stampa. Gli Stati Uniti, per bocca del segretario della Difesa, Chuck Nagel, hanno effettivamente annunciato pubblicamente il rafforzamento delle difese missilistiche, questo dopo le minacce di attacco nucleare preventivo lanciate da Pyongyang, che hanno fatto seguito alle pesantissime sanzioni decise dalle Nazioni Unite per punire la Corea del Nord per via del suo test nucleare effettuato a febbraio.  In un contesto di guerra nucleare minacciata, ecco che le esercitazioni militari congiunte che stanno effettuando Stati Uniti e Corea del Sud, e che guardacaso simulano la risposta a un attacco di Pyongyang, rischiano seriamente di far saltare il banco. Le minacce della Corea del Nord però sono state prese molto seriamente anche da Barack Obama, il quale ha dichiarato che probabilmente un attacco nucleare contro gli Stati Uniti sarebbe impraticabile, “ma non mi piace il margine di errore”. Anche per questo Obama ha deciso di rafforzare le sue difese, e  ai 14 intercettori aggiuntivi, da installare entro il 2017, ha deciso di aggiungerne altri 30, portando il totale a 44. Pechino è comunque intervenuta per chiarire che, a suo dire, il dispositivo antimissile americano altererebbe gli equilibri della regione asiatica: “E’ importante per l’equilibrio strategico globale e la stabilità regionale che ci sia fiducia strategica tra i paesi interessati”.

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Ma intanto la Corea del Nord ha lanciato nuove minacce anche nei confronti del Giappone. La Corea del Nord infatti, ha annunciato che se venisse deciso di effettuare un attacco nucleare preventivo contro i propri aggressori, sicuramente il Giappone non farebbe eccezione. Queste minacce sono state rese palesi dopo l’annuncio di Tokyo di possibili sanzioni addizionali a quelle dell’Onu per il terzo test nucleare nordcoreano condotto lo scorso 12 febbraio. In un dispaccio emesso ieri dall’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana Kcna inoltre, la Corea del Nord ha accusato il Giappone di cercare di “gettare benzina sul fuoco” nella già “grave situazione che regna nella penisola nordcoreana, dove un proiettile accidentale può provocare una guerra nucleare”. Il dispaccio, che ha riportato un editoriale del quotidiano di partito Rodong Sinmun, avverte che “sarebbe un terribile errore se il Giappone pensasse di stare al sicuro nel caso si innescasse una guerra nella penisola coreana. Se i reazionari giapponesi perdono il controllo in complicità con gli Usa, si troveranno ad affrontare un colpo terribile, e il popolo coreano potrà liberare il suo rancore, represso per troppo tempo”.

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