Corea del Nord. Una finestra su Pyongyang per andare oltre la propaganda occidentaleTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Corea del Nord. Una finestra su Pyongyang per andare oltre la propaganda occidentale

Cosa sta succedendo a Pyongyang? E’ sempre difficile avere notizie attendibili su quanto accade in Corea del Nord, e questo non solo per l’impenetrabilità del Paese, ma anche per la faziosità delle notizie riportate dai media occidentali su quanto succede nel Paese comunista

Cosa succede in Corea del Nord? Una domanda cui in molti vorrebbero dare risposta, anche perchè è sempre molto difficile riuscire a ricostruire in modo oggettivo quello che accade a Pyongyang. Il motivo? Una guerra raffreddata nel 1953 con la Corea del Sud e gli Stati Uniti che ha lasciato la situazione diplomatica e territoriale proprio come allora, con un Paese diviso lungo il 38esimo parallelo e con le due Coree che si scrutano armate al confine, pronte a fare fuoco al primo segnale. In un contesto simile, con la Corea del Sud felicemente allineata alla sfera di influenza degli Stati Uniti, risulta sin troppo chiaro che è impossibile riuscire a ottenere informazioni precise e attendibili su quanto succede a Pyongyang. Ne volete un esempio? Qualche mese fa tutti i giornali occidentali annunciavano la fucilazione ordinata ed eseguita da Kim Jong-Un ai danni di una sua ex appartenente al mondo dello spettacolo e altri dieci artisti. La notizia era stata presa per vera dai giornalisti italiani e occidentali, come se appunto fosse una notizia verosimile e credibile dal momento che da anni la Corea del Nord ci viene presentata come l’Impero del Male. Peccato che fosse una colossale balla dal momento che la ex di Kim Jong-Un con tutto il suo seguito si è esibita in un teatro qualche settimana dopo la notizia della sua esecuzione. Ma questa è solo la punta dell’iceberg di tutte le fandonie che sono state dette sulla Corea del Nord, che secondo i nostri media è diventata il paradigma di ogni nefandezza, mentre al contrario per la teoria degli opposti la Corea del Sud viene presentato come un Paese democratico e rispettoso. Ovviamente questa visione manichea è completamente distorta e non giova di certo a una reale comprensione di quello che sta succedendo nella penisola coreana. Innanzitutto basti pensare alla crisi della scorsa primavera, quando Corea del Sud e Stati Uniti hanno realizzato una esercitazione militare a poche miglia dalle coste nordcoreane scatenando la dura reazione di Pyongyang, che aveva minacciato persino rappresaglie nucleari contro gli Stati Uniti. Ovviamente non è poi successo assolutamente nulla, ma i media occidentali e di casa nostra hanno posto l’attenzione quasi interamente sulle minacce nordcoreane, decontestualizzandole e ignorando la terribile minaccia per la Nord Corea rappresentata da quella che può considerarsi a tutti gli effetti una vera e propria provocazione.

E intanto questo “stato canaglia” della Nord Corea è stato uno dei primi a presentare  le sue condoglianze al Sudafrica per la morte di Nelson Mandela, rendendo omaggio alla sua “lotta contro il razzismo e per la democrazia“. Kim Yong Nam, presidente del Presidio dell’Assemblea popolare suprema, ha inviato un messaggio al presidente sudafricano Jacob Zuma, ha riferito l’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna: “Gli alti gesti compiuti da Nelson Mandela nella sua lotta contro il razzismo e per la democrazia in Sudafrica non saranno mai dimenticati“. Ma come, a sentire gli Stati Uniti dovrebbe essere Obama uno dei pochi autorizzati ad amare Mandela, come è possibile che quello che viene presentato come uno Stato canaglia e assassino stimi un uomo come Mandela, Nobel per la pace, e icona della solidarietà in tutto il mondo? 

E intanto, mentre nelle carceri di paesi considerati “democratici” sono reclusi detenuti per motivi politici ormai da decenni senza che nessuno si indigni o lo ricordi, il veterano americano della guerra di Corea Merrill E.Newman, arrestato a Pyongyang il 26 ottobre, è stato liberato. Lo ha annunciato l’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna, che ha precisato che sarebbe stato espulso dal Paese per motivi umanitari. Anche in questo caso i nostri quotidiani danno per scontato il fatto che Newman sia stato arrestato senza motivo, mentre al contrario quando un cittadino viene arrestato per motivi politici negli Stati Uniti o in paesi amici la notizia viene taciuta o diffusa presumendo la buonafede. Pare infatti che Newman nel corso della guerra di Corea fosse stato un ufficiale dei servizi segreti, anche se ovviamente la cosa viene negata dalla famiglia negli Stati Uniti.

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