Corea del Nord, Usa e la grande ipocrisia sul nucleareTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Corea del Nord, Usa e la grande ipocrisia sul nucleare

Il mondo annuncia preoccupato che la Corea del Nord ha eseguito un nuovo test nucleare. Peccato che in prima fila nel parlare di “allarme” siano gli Stati Uniti, l’unico paese nella storia dell’uomo ad aver sganciato non una, ma due bombe nucleari su obiettivi civili. E Pechino fa notare come siano gli Usa ad aver alterato l’equilibrio strategico nella penisola coreana con il THAAD.

Prima una doverosa quanto obbligatoria premessa: ovviamente chi scrive è contrario a qualsiasi forma di riarmo, soprattutto nucleare. Chi scrive è anche convinto che il mondo senza armi nucleari sarebbe sicuramente un posto migliore ma questo non è altro che un sogno dato che esistono migliaia e migliaia di testate stipate in magazzini e arsenali che aspettano solo di essere installate su missili balistici.  Andiamo ora alla notizia del giorno, ovvero che la Corea del Nord avrebbe eseguito un test nucleare provocando un sisma magnitudo 5.2 con epicentro superficiale, e dunque artificiale. La notizia è stata subito commentata con nervosismo con analisti e giornalisti occidentali che hanno di nuovo aperto i quotidiani con lo spauracchio del “pazzo” Kim Jong-Un che viene presentato come un fuori di testa pronto a lanciare bombe nucleari contro il mondo. Tutti ovviamente hanno preso le distanze dal test nucleare eseguito dalla Corea del Nord, Cina e Russia comprese, ma Pechino in forma sottile ha ricordato come gli Usa abbiano alterato gli equilibri di potere nella penisola coreana con il sistema anti-missile Thaad, uno dei più avanzati del mondo. Per valutare le scelte di Pyongyang bisognerebbe però come minimo conoscere molto bene la storia di quei luoghi, una storia che risale a qualche decennio fa, al 27 gennaio 1953, quando Corea del Nord e del Sud firmarono un armistizio, non un trattato di pace. Gli Usa da anni realizzano esercitazioni militari congiunte con Seoul al confine con la Corea del Nord, non certo un buon biglietto di presentazione per mostrarsi come sostenitori della pace. Pur essendo contrari allo sviluppo di armi nucleari siamo in attesa che qualcuno ci spieghi come mai alcuni paesi hanno messo la comunità internazionale di fronte al dato compiuto di averle senza pagarne alcuno scotto mentre altri, vedi l’Iran, subiscono il divieto a svilupparle in nome della pace da parte di quegli stessi che queste bombe le hanno utilizzate. Un paradosso tra i paradossi così come è un paradosso che gli Usa vengano presentati come forza di pace nel Sud-Est asiatico e che siano alleati di quello stesso Giappone che hanno nuclearizzato.

Tribuno del Popolo

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