Corea del Sud. Seoul mette al bando la sinistra dell'UppTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Corea del Sud. Seoul mette al bando la sinistra dell’Upp

La democrazia è sempre di più un valore aleatorio che viene interpretato a piacimento, a seconda di chi racconta le notizie. La “democratica” Sud Corea infatti ha appena deciso di decretare lo scioglimento del Partito progressista unificato (Upp) ovvero il partito della sinistra parlamentare sudcoreana, accusato di avere simpatie per Pyongyang. Alla faccia della democrazia…

Secondo i nostri media la Nord Corea rappresenta la quintessenza del male, una sorta di impero malvagio dipinto in modo talmente negativo da somigliare a quei cattivi delle favole per bambini. La Sud Corea, quasi automaticamente, diventa così un paese democratico e mite che è costretto a difendersi da un vicino bestiale e assetato di sangue. Questa è la visione che quotidianamente i nostri media cercano di proporre all’opinione pubblica, e ormai l’associazione Pyongyang-Male e Seoul-Bene è stata quasi introiettata in Occidente. Quello che però gli stessi media non dicono, o meglio lo dicono ma senza dare il giusto risalto alla notizia, è che a Seoul non è possibile essere di sinistra. La “democrazia” sudcoreana infatti ha preso una decisione senza precedenti con la Corte Costituzionale che ha decretato lo scioglimento del Partito progressista unificato (Upp), la forza politica più a sinistra dell’arco parlamentare sudcoreano, accusato di simpatie per la Corea del Nord e per questo considerato “una minaccia per l’ordine democratico”. Come una vera e propria dittatura infatti la decisione della Corte non è nemmeno appellabile, quindi l’Upp è stato semplicemente chiuso e abolito dopo che otto giudici su nove hanno votato per il suo scioglimento. Non solo, l0 scioglimento comporterà anche l’automatica decadenza dall’incarico per i cinque parlamentari su cui l’Upp poteva contare. Il quotidiano Hankyoreh ha ricordato come la democratica Corea del Sud sia tornata in questo modo ai tempi della guerra civile e dell’autoritarismo con buonapace di coloro i quali che sostengono la Sud Corea sia un paese da prendere a modello. Molti rivedono i fantasmi della guerra fredda, ad esempio nel 1959 Cho Bong-am, candidato alla presidenza per il Partito progressista, è stato condannato a morte con l’accusa pretestuosa di aver violato la Legge sulla sicurezza nazionale. L’Upp è accusato di aver complottato per realizzare un governo filocomunista e votato all’unificazione con la Corea del Nord. Peccato che proprio la leader dell’Upp, Lee Jung-hee, abbia negato di avere legami con Pyongyang denunciando quella che si configura a suo giudizio e non solo come  discesa del Paese sotto la dittatura di Park Geun-hye“, figlia del dittatore Park Chun-hee, al potere tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, eletta alla presidenza nel 2012. Già nel 2013, comunque, tutto era chiaro, a seguito dell’arresto di alcuni membri dell’Upp, accusati di complottare contro il governo del loro Paese, soprattutto nel caso di un conflitto con la Corea del Nord“, ha detto al Fatto Quotidiano Antonio Fiori, professore associato all’Università di Bologna. Infatti lo scorso anno il parlamentare Lee Seok-ki e altri membri del partito vennero condannati per complotto alla carcerazione fino a nove anni, accusati di far parte di un gruppo clandestino soprannominato “Organizzazione Rivoluzionaria”. Sulla vicenda ha detto la sua anche Amnesty International che ha detto come la decisione rischi di avere  conseguenze preoccupanti per la libertà di espressione e associazione nel Paese”. Seoul è accusata di utilizzare sempre di più la Legga sulla sicurezza nazionale contro il comunismo e attività a esso correlate, per silenziare ed eliminare tutte le voci che contrastano con il governo di Seoul. Insomma la Sud Corea si nasconde dietro la propria patente di paese democratico e perseguita in modo feroce tutti coloro che si ritengono di sinistra utilizzando anche la diffamazione e le minacce per tacitare i dissidenti. Per l’Occidente e Obama però, è tutto normale quando a essere perseguitati sono gli odiati comunisti,  ai quali, evidentemente (visti anche i fatti in Ucraina) non si applicano i diritti umani.

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