Corruzione: In Italia il 50% di quella europeaTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Corruzione: In Italia il 50% di quella europea

Circa 60 miliardi di euro, tanto vale la corruzione italiana pari a circa la metà di quella totale dell’Ue. Una piaga drammatica che, a dispetto di proclami e annunci, continua a colare a picco il nostro Paese. Lo ha reso noto il rapporto della Commissione europea sulla corruzione presentato da Cecilia Malmstrom. 

E’ arrivato il rapporto della Commissione sulla corruzione in Europa presentato da Cecilia Malmstrom, e le notizie per il nostro Paese, come prevedibili, sono tutt’altro che buone. Secondo il rapporto i legami tra politica, crimine organizzato e imprese sarebbero molto fitti, così come sarebbe una realtà lo “scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo“. Una situazione drammatica con l’Italia che contribuirebbe, da sola, a circa il 50% della corruzione totale dell’Ue. Secondo la Corte dei Conti italiana la corruzione del nostro Paese varrebbe qualcosa come il 4% del Pil nazionale, motivo per cui l’Ue ha suggerito di rafforzare la legge anticorruzione che, così com’è, lascia delle questioni irrisolte come il falso in bilancio, la prescrizione, l’autoriciclaggio, e il voto di scambio. L’Ue ci ha suggerito anche di non adottare leggi ad personam come quelle che in passato hanno ostacolato i processi, vedi il legittimo impedimento alla depenenalizzazione del falso in bilancio, il Lodo Alfano e la legge ex Cirielli. Non solo, l’Ue ci ha anche invitato a metter mano al conflitto di interesse, garantendo così in questo modo un sistema uniforme, indipendente e sistematico di verifica, predisponendo anche sanzioni. Bruxelles ha anche rilevato come “negli ultimi anni sono state portate all’attenzione del pubblico numerose indagini per presunti casi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e rimborsi elettorali indebiti, che hanno visto coinvolte personalità politiche di spicco e titolari di cariche elettive a livello regionale“. La corruzione comunque non è un male solo italiano e l’Ue ha comunque riconosciuto gli sforzi compiuti dal governo per abbattere il fenomeno che però rimane ancora una vera e propria piaga assieme alla lunghezza dei processi che determinano l’estinzione di un gran numero di procedimenti. 

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