Corte Onu: Belgrado non commise genocidio nei confronti della CroaziaTribuno del Popolo
venerdì , 18 agosto 2017
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Corte Onu: Belgrado non commise genocidio nei confronti della Croazia

A distanza di anni arriva finalmente il verdetto della Corte internazionale di giustizia dell’Onu in merito alla guerra dei Balcani che insanguinò l’Europa negli anni Novanta. Secondo la Corte Onu la Serbia non commise alcun genocidio nei confronti della Croazia respingendo così le accuse di Zagabria. Ciò dovrebbe inevitabilmente portare ad analizzare i fatti della Ex Jugoslavia sotto un’ottica differente..

Quella dell’ex Jugoslavia è ancora per diversi aspetti una ferita aperta nel cuore dell’Europa. Sono stati scritti fiumi di inchiostro su quanto successo ma la versione che il mainstream e l’Occidente ha deciso di diffondere è quello della colpa totale da addossarsi alla Serbia di Milosevic, diventata quasi l’unica responsabile di una feroce guerra civile che ha causato decine di migliaia di morti. Oggi però la Corte internazionale di giustizia dell’Onu ha stabilito la verità storica sancendo che Belgrado non commise alcun genocidio nei confronti della Croazia nel corso della guerra dei Balcani, respingendo così le accuse del governo di Zagabria. Peter Tromka, giudice della Corte, ha spiegato come non ci fu alcun genocidio e di conseguenza il “caso è destituito di ogni fondamento“. Sostanzialmente quindi il governo croato non ha fornito le prove sufficienti a dimostrare che le azioni commesse dalle forze armate avessero “lo scopo specifico necessario perchè si parli di genocidio“. Perchè si parli di genocidio infatti, secondo la Convenzione dell’Onu, le azioni militari dovrebbero avere ricevuto l’ordine deliberato di annientare un gruppo sulla base di ragioni etniche, razziali o religiose. Il governo creato accusò Belgrado di genocidio in merito al dramma di Vukovar, cittadina croata che subì l’occupazione serba di tre mesi nel 1991 e vide decine di migliaia di cittadini croati costretti a lasciare le proprie case. Peccato però che proprio la Serbia avesse accusato la Croazia di aver espulso qualcosa come 200.000 serbi dal territorio croato. Non solo, proprio le forze armate croate nel 1995 bombardarono in modo criminale la maggioranza di etnia serba nella regione della Krajina, provocando la fuga disordinata di almeno 200.000 persone. Ora però la verità storica sancita dal tribunale dell’Onu chiarisce che nè Belgrado nè Zagabria compirono un genocidio l’una contro l’altra nel corso della guerra civile nei Balcani, e si tratta di una sentenza definitiva che permette di guardare con maggiore oggettività a quanto successe nell’Ex Jugoslavia negli anni Novanta. Dal conto suo Belgrado plaude alla sentenza sostenendo che in questo modo venga finalmente chiusa una triste pagina del passato. La speranza è che tale sentenza, lungi dal “riabilitare” le azioni serbe, perlomeno serva a far comprendere all’opinione pubblica quanto sia da rifuggire nel caso delle guerre civili lo schema del “bene contro il male” da sempre propagandato dai nostri media. Nel caso della Ex Jugoslavia i serbi vennero presentati sin dall’inizio come i “cattivi” della situazione, e ancora una volta a soccombere è stata la verità storica.

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