Cosa è diventato il Pd?Tribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Cosa è diventato il Pd?

La domanda ora è lecita: cosa è diventato il Pd?  Il Partito Democratico con la guida di Matteo Renzi e dopo diversi mesi di governo ha conosciuto una mutazione genetica che lo ha trasformato in qualcosa di sostanzialmente molto diverso di prima, sotto tutti i punti di vista. Più che un partito che nasce da una “storia italiana”, il Pd sembra ormai propriamente un vero e proprio “satellite” portatore di valori, istanze e interessi “importati”. 

Per raccontare la storia della parabola del Pd bisogna fare una piccola premessa: noi qui non stiamo parlando del solito “topos” dello snaturamento dell’eredità del Pci, non lo facciamo perchè ci sembra assolutamente ormai assodato che il Pd non abbia nulla a che fare con la tradizione del Partito Comunista Italiano e della sinistra italiana in genere. Se qualche legame c’era si è andato dissipando progressivamente con il passare degli anni Novanta, fino ad arrivare al “golpe” renziano che ha decisamente scrostato ogni residuo di “sinistra” ancora presente. Ora solamente più gli ingenui o i male informati, che comunque in Italia sono nell’0rdine di milioni, credono ancora che il Pd rappresenti la “sinistra”, e probabilmente esistono anche molti che pur accusando Renzi di essere “comunista”, in fondo manco ci credono. Con il governo Renzi infatti il Pd ha realizzato tutta una serie di riforme, da quella del Lavoro a quella costituzionale e del Senato, che nemmeno Berlusconi avrebbe mai osato, il tutto senza problemi di sorta, arrivando a strappare senza alcun problema con i sindacati e con la cosiddetta “sinistra” del partito, quella dei Fassina e dei Civati (ora finalmente uscito dal Pd), del tutto minoritari e quasi caricaturali nella loro totale subalternità alla guida renziana.

Ma il Pd non è semplicemente divenuto altro rispetto alla sinistra italiana, a nostro giudizio con Matteo Renzi si è operato uno strappo successivo, uno strappo ideale e di radici che pone il Pd direttamente al di fuori della cultura del nostro Paese. In che senso? Molto semplice, Renzi senza essere stato votato da nessuno ha sostanzialmente deciso che la sinistra italiana non aveva più motivo di esistere, ha abdicato tutta una serie di valori definendo “gufi” e quindi sfigati tutti quelli che non sono d’accordo con lui. Ha fatto poi molto di più mostrando con il suo zelo riformista di inseguire modelli che trovano le proprie radici ben al di fuori dall’alveo della cultura italiana ed europea, arrivando invece, a nostro dire, dalle sponde americane dell’Atlantico. Il suo Pd sembra quasi scimmiottare il Partito Democratico americano, e non solo dal nome, e sembra aver introiettato i valori e i fini che sono propri della cosiddetta “sinistra americana” e che hanno poco o nulla a che fare con quella europea. Un partito, il Pd, che rappresenta il compiuto sogno americano dell’abdicazione delle critiche sistemiche tipiche della sinistra europea ed italiana in particolare che tanti mal di pancia hanno creato alla Casa Bianca nel corso del secondo Dopoguerra. Un Pd che vede l’Italia come a tutti costi facente parte del blocco Nato e dell’Occidente, come a tutti i costi all’interno dell’Ue, un Pd che non propone sostanzialmente più alcuno sguardo critico alla società e all’economia globale, che anzi viene percepita come immutabile e come il migliore dei mondi possibili. Dunque un Pd che ha compiuto uno strappo non solo dalla “sinistra” ma anche dagli interessi nazionali, e con questo non stiamo certo dando ragione a Salvini che, pur sostenendo le stesse accuse, riesce a proporre un modello nazionalistico di estrema destra ancora più terribile di quello che il Pd sta attuando. Una de-ideologizzazione rapida e inesorabile che viaggia di pari passo alla privatizzazione di qualsiasi cosa e al depauperamento delle ricchezze nazionali, fino ad arrivare a stanziare miliardi di euro per grandi opere e riarmo togliendoli, come al solito, ai reali bisogni del nostro bellissimo Paese. Un Pd che non riesce nemmeno a fare gli interessi nazionali in politica estera accettando in modo prono e per certi versi complice tutto quello che viene proposto dalla Casa Bianca, dalle prove muscolari in Libia e in Medio Oriente fino alle folli sanzioni alla Russia.

Gb

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