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lunedì , 22 maggio 2017
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Così rilanceremo l’economia italiana

“La politica non deve essere subordinata agli interessi dei potentati finanziari, e invece finora sugli interessi dei cittadini sono prevalsi quelli di pochi privilegiati”.

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Fonte: Rivoluzionecivile.it

Parte da questa premessa il programma di Rivoluzione Civile, che Antonio Ingroia sta presentando durante le tappe di questa campagna elettorale. Oggi è stata la volta di Milano e della Lombardia, cuore pulsante del potere economico-finanziario, colpita dagli scandali che hanno travolto il Pirellone e la Giunta regionale. Per Ingroia, l’appuntamento milanese è stato l’occasione per presentare le proposte per reperire le risorse necessarie al rilancio del sistema d’impresa italiano, strozzato dal mancato accesso al credito, dalla burocrazia, dalla corruzione e dall’alta tassazione sul lavoro.

In Italia ci sono 193 miliardi di derivati sottoscritti dagli enti pubblici: “proponiamo di ricontrattare con le banche tutti i derivati, riducendo drasticamente il debito”, ha spiegato Ingroia. In questo modo si otterrebbero 31 miliardi di risparmio immediato. “Inoltre, si devono investire tempestivamente i 31,2 miliardi di fondi europei che spettano all’Italia e che devono essere spesi entro il 2015, ma impegnati in progetti entro dicembre 2013. Proponiamo quindi, come prima misura, l’approvazione di progetti per la ricerca industriale, la formazione dei giovani e le nuove tecnologie”, ha dichiarato il leader di Rivoluzione Civile.

Ingroia ha presentato le proposte della lista in materia di rilancio dell’economia e dell’impresa insieme al responsabile Lavoro e welfare dell’Idv e candidato di Rivoluzione Civile, Maurizio Zipponi. “La drammatica stagione di crisi che ha investito l’Italia non è stata un evento accidentale – ha detto Ingroia – vi sono precise responsabilità politiche, frutto delle scelte economiche sbagliate dei governi Berlusconi e Monti, che hanno agito in perfetta continuità e non sono stati capaci di proporre una seria strategia industriale. In questo modo, le piccole e medie imprese e gli artigiani sono stati abbandonati al proprio destino”. Secondo Ingroia e Zipponi, “è indispensabile rinegoziare il Fiscal Compact nei tempi e nelle quantità e procedere alla confisca immediata dei beni della mafia, della grande evasione e di quelli legati alla corruzione, in modo da reinvestirli in attività di interesse pubblico e sociale.

Occorre, inoltre, creare un istituto di credito pubblico per i prestiti a medio e lungo termine con tassi d’interesse al 2%, utilizzando i fondi della Bce dati all’1%, e realizzare un fondo in cui confluiscano i beni pubblici, mobiliari e immobiliari, per valorizzare e mantenere il patrimonio pubblico. Per quanto riguarda le imprese, Rivoluzione Civile chiede “il pagamento dei lavori svolti per la Pubblica Amministrazione entro 60 giorni con la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti; un unico sistema di controllo per ogni azienda; assunzioni a tempo indeterminato con fiscalità ridotta; la defiscalizzazione per gli investimenti in ricerca e innovazione e la priorità alle imprese di filiera italiana impegnate nei settori dei beni culturali, della moda, delle fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile”.

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