Costituzione. Quando il popolo italiano non conta nullaTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Costituzione. Quando il popolo italiano non conta nulla

Lo strappo da tanto tempo vaticinato si è finalmente verificato con il via libera alla riforma della Costituzione antifascista della Repubblica Italiana. Il vaso di “Pandora” è stato scoperchiato, la fase finale di vent’anni di spietata attuazione del capitalismo neoliberale.

Finalmente ce l’hanno fatta. Il “golpe bianco”, lo strappo si è verificato, confermando così quelle che erano le accuse e i dubbi di chi continuava ad additare nella Costituzione il bersaglio finale degli abominii del governo. Un governo a larghe intese, con Letta accanto ad Alfano e Berlusconi, ha prodotto danni inenarrabili al Paese e, fatto questo purtroppo ormai abbastanza certo, continuerà a farne. Alla fine è quindi successo, il governo ha approvato di ritoccare l’articolo 138 della Costituzione, il che equivale dare la stura a una riforma della Costituzione stessa, che, ricordiamo, è nata dal sangue e dal sudore dei partigiani che hanno combattuto contro il fascismo per la nostra libertà. Quello che i media non dicono, e non potrebbe essere altrimenti, è che la nostra Costituzione repubblicana non è compatibile con il capitalismo finanziario internazionale mentre lo è eccome con il socialismo. Questo è proprio il motivo per cui si vuole mettere mano con tale pervicacia alla Costituzione, per soddisfare la richiesta venuta qualche tempo dalla JP Morgan, ovvero uno dei responsabili della crisi mondiale, che in tempi non sospetti aveva lanciato un appello per “farla finita con le Costituzioni antifasciste del dopoguerra” (Il Fatto Quotidiano). Il documento citato fu pubblicato il 28 maggio 2013 dalla Jp Morgan, anche se è stato ovviamente bellamente ignorato dalla stampa e dai media. Non casualmente proprio la Jp Morgan ha identificato nelle Costituzioni antifasciste del Mediterraneo, e non in altre, un pericolo per l’integrazione europea. Forse perchè, aggiungiamo noi, tali Costituzioni difendono i diritti dei cittadini e la sovranità dei Paesi. A disturbare il capitalismo internazionale insomma è il troppo “socialismo” contenuto in queste Costituzioni, appare quindi chiara la volontà di modificarle per realizzare de facto l’arretramento totale delle conquiste dei lavoratori e dei cittadini nel corso del XX secolo. Non solo, la Germania non acconsentirà a emettere gli eurobonds senza prima un cambiamento significativo delle costituzioni dell’Europa meridionale, una delle poche cose per cui dovremmo sentirci orgogliosi di essere italiani. Solamente il Movimento Cinque Stelle e Sel, in Parlamento, e Rifondazione e Comunisti Italiani, fuori, si sono schierati contro questo abominio. Insomma la Costituzione, solo esistendo, rappresenta un argine alla liquidazione dell’Italia come Stato, un pò quello che sta succedendo in Grecia. La Costituzione è dedicata a formare cittadini, motivo per cui va distrutta in quanto il capitalismo neoliberista non ha bisogno di cittadini ma di servi ubbidienti. Stando così le cose non stupiamoci se faranno in modo di evitare che il popolo italiano si pronunci sulla modifica della Costituzione. Da qui la necessità di riflettere approfonditamente sul nostro passato, sul significato della Costituzione e su quello che rappresenta. Cominciare ad appoggiare quei partiti che difendono la Costituzione contro quelli che vorrebbero vergognosamente modificarla, potrebbe essere un buon punto di partenza.  C’è anche chi, pur con tutti i suoi limiti e difetti, vedi Prc e Pdci, non hanno mai smesso di difendere la Costituzione, forse molti elettori di sinistra benpensanti e “democratici” a parole dovrebbero riflettere sul fatto che in Italia i comunisti sono morti per scrivere la Costituzione e oggi lottano con le loro poche forze per difenderla, mentre coloro che in nome della “libertà” hanno abiurato il comunismo, oggi brigano per renderci “servi”.

Gracchus Babeuf

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