"Cota rimborsaci, restituisci il tuo mandato" la mobilitazione per le dimissioni del governatore piemonteseTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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“Cota rimborsaci, restituisci il tuo mandato” la mobilitazione per le dimissioni del governatore piemontese

“Cota rimborsaci, restituisci il tuo mandato” la mobilitazione per le dimissioni del governatore piemontese

Tra scandali e politiche sociali inique Cota e la giunta piemontese sono sempre più al centro del dibattito pubblico, e nei prossimi giorni saranno al centro di importanti mobilitazioni, pubblichiamo di seguito l’appello di numerose realtà, dalla Fiom agli studenti, all’Arci e Officine Corsare, a molte altre ancora.

Fonte: Il Corsaro

Nella notte sulle statue delle piazze torinesi sono state appese delle borse di tela con la scritta “Cota rimborsaci”.

Gli appuntamenti dei prossimi giorni sono il presidio della seduta del consiglio regionale del 10 Dicembre  una mobilitazione il 14 dicembre.

Pubblichiamo di seguito l’appello integrale.

Le cittadine ed i cittadini piemontesi da ormai quattro anni vedono la propria Regione in mano ad una giunta leghista che foraggia i propri lussi con i soldi pubblici mentre inesorabilmente taglia dal proprio bilancio ogni voce che riguardi la spesa sociale, negando diritti universali e svendendo servizi, attaccando il diritto allo studio e il lavoro, tagliando i trasporti pubblici,la sanità e il welfare.

Tutto questo è successo in pochi anni.

Fino al 2010 la regione Piemonte brillava per la sua esemplare gestione del diritto allo studio garantendo, come da Costituzione, l’accesso al sapere a chi non fosse nelle condizioni economiche di farlo: servizi agli studenti, mense accessibili, copertura totale delle borse di studio, residenze efficienti. Conl’elezione dell’attuale governatore Cota, i fondi regionali per il diritto allo studio sono passati dai 29 milioni stanziati nel 2010 ai 10 milioni scarsi previsti per il 2014, e più di 8.000 studenti in tre anni sono rimasti senza borsa di studio e senza posto letto in residenza malgrado fossero, per loro, un diritto garantito dalla Costituzione: la figura dell’ “idoneo nonbeneficiario” si è moltiplicata di anno in anno,interrompendo gli studi di molti studenti e costringendone altrettanti adabbandonare Torino.

La crisi del welfare piemontese è strettamente legata, e si aggrava reciprocamente, con la crisi del lavoro. La nostra regione, ormai da anni, sta vivendo un vero e proprio processo di desertificazione industriale.

Ma non solo: i tagli al settore del teatro, della musica, l’assenza di finanziamento per festival ed eventi culturali disvelano le contraddizioni di una Regione che non è riuscita a superare la crisi del settore industriale nell’incapacità di puntare sulla cultura, l’arte e la creatività.

Anche il settore dei trasporti pubblici attraversa un momento sciagurato: la regione Piemonte ha varato un taglio di 60 milioni di euro (quasi il 50% risorse) al trasporto su ferro e su gomma, segnando la chiusura di molte linee ferroviarie regionali. Ma forse il caso più eclatante è la situazione della Sanità piemontese. Per sanare il debito, la Regione ha  deciso di svendere parte del patrimonio immobiliare a privati e di chiudere strutture ospedaliere d’eccellenza come gli ospedali Valdesi. La tendenza è quindi ad una forte abbassamento della qualità del servizio, con una progressiva privatizzazione.  Mentre persevera a finanziare opere inutili come il centro di assemblaggio degli F-35 a Cameri, nella costruzione del nuovo grattacielo del Lingotto, nel sostegno all’alta velocità.

Presidente Cota, vorremmo che restituisse a tutti noi cittadini piemontesi l’autorevolezza della nostre istituzioni e un governo regionale capace di risolvere i tanti problemi del Piemonte, epicentro della crisi economica ed industriale del paese, ripagandoci di anni di siparietti tragicomici e di inconsistenza politica. Sappiamo che a piè di lista il rimborso le potrà sembrare salato, ma non si preoccupi, le cittadine e i cittadini piemontesi non le chiederanno indietro tutto, a noi sono sufficienti le sue dimissioni: il ritorno al voto e un cambiamento necessario dellepolitiche regionali non sono più rinviabili.

Per questo ci vediamo e ci organizziamo in un’assemblea cittadina: Lunedì 9 Dicembre alle ore 21.00 alla Mensa Liberata di Via Principe Amedeo 48.

Per questo presidieremo la seduta del consiglio regionale del 10 Dicembre e faremo ascoltare in quella sede le nostre rivendicazioni.

Per questo ci mobiliteremo il 14 dicembre in difesa del Welfare e dei diritti, contro la Giunta Cota e  le sue politiche scellerate.

Le studentesse e gli studenti del Collettivo “Ribaltiamo il tavolo – Mensa Liberata”

Federico Bellono (Segretario provinciale Fiom)

Vittorio De Martino (Segretario regionale Fiom)

Comitato Arci Torino

Sergio Velluto (Presidente Concistoro Chiesa ValdeseTorino)

Ugo Mattei (Docente universitario)

Giorgio Airaudo (Deputato indipendente di Sinistra Ecologia Libertà)

Benvenuti in Italia

Officine Corsare

LAST-Laboratorio Studentesco

Acmos

Claudio Stacchini (CGIL Piemonte)

Coordinamento Unito

Cosimo Scarinzi (Cub Scuola, Università, Ricerca)

Stefano Capello (Cub Piemonte)

Terra del Fuoco

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