Crimea, Ucraina e le mezze verità di ObamaTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Crimea, Ucraina e le mezze verità di Obama

Crimea, Ucraina e le mezze verità di Obama

Obama dopo il referendum in Crimea ha duramente attaccato Mosca sostenendo che contro la Russia ci sarebbe l’isolamento internazionale. Proviamo a spiegare il perchè, quelle di Obama, sono mezze verità quando non palesi bugie. 

Quando gli Stati Uniti hanno appoggiato il golpe di Pinochet in Cile nel 1978,  nessuno probabilmente parlò di isolamento diplomatico della Casa Bianca. Allo stesso modo quando gli Usa furono in prima fila nello sponsorizzare il referendum in Kosovo, l’opinione pubblica internazionale fu ovviamente tutta allineata ai voleri americani. La stessa operazione inversa si tenta oggi, con il referendum in Crimea per l’annessione alla Russia che ha visto prevalere i sì con il 96,6%, sicuramente una bella doccia fredda per la Nato e anche per Ue e Usa che nel golpe di Kiev avevano investito fondi e tempo. Così mentre a Kiev sono state istituzionalizzate persino le squadracce del Praviy Sektor, Obama continua a tacere sui pestaggi e le provocazioni di matrice neofascista, scagliandosi contro Mosca, il suo nemico preferito guardacaso dopo l’affaire Snowden e dopo che Putin ha rotto le uova nel paniere a Kerry e soci in Siria, impedendo un bombardamento che sembrava scontato e ingiusto dato che l’attacco chimico non è stato realizzato da Assad. Ora Obama prova a spaventare Mosca con le minacce di isolamento internazionale, ma le sue suonano come minacce vuote dal momento che è Pechino si è astenuta e ha ribadito più volte di avere consonanza di intenti con Mosca in Ucraina. L’Unione Europea ha annunciato le prime sanzioni contro la Russia, misure grottesche ancor più che la stessa Ue non ha preso alcuna misura contro i neofascisti di Maidan.  La Casa Bianca ha annunciato invece di aver individuati 11 alti dirigenti russi come obiettivo delle misure restrittive. Tra i nomi anche l’ex presidente Viktor Yanukovich e l’attuale premier della Crimea Serghey Aksyonov. Obama ha però poi detto che resta aperta la strada della diplomazia, forse perchè anche lui si rende conto di quanto sia parziale la visione dei fatti americana,

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