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lunedì , 29 maggio 2017
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Crisi alimentare: +23% prezzi di mais e grano

La Fao (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione) ha pubblicato l’aggiornamento mensile della situazione alimentare, che sarebbe drammatica. A causa della siccità il prezzo del mais è cresciuto negli Stati Uniti di oltre il 23%, e anche il grano ha subito lo stesso rincaro. La crisi alimentare rischia di diventare preoccupante, e di saldarsi a quella economica.

Una crisi alimentare sembra ormai alle porte, almeno stando al rapporto pubblicato nelle scorse ore dalla Fao. Secondo il rapporto in questione a causa della siccità che ha colpito gli Stati Uniti, primo esportatore e produttore di mais al mondo, il prezzo del mais sarebbe salito nei mercati internazionali di oltre il 23%, raggiungendo un nuovo drammatico record. Visto e considerato che in molti paesi del mondo il mais rappresenta l’alimento principale della dieta, soprattutto dei più poveri, questo rincaro potrebbe portare a vere e proprie sommosse contro la fame, in America Latina, ma non solo. Anche negli Stati Uniti la crisi si fa sentire, e l’unirsi della crisi alimentare a quella economica potrebbe far precipitare la situazione. Nonostante la scarsità del mais, inoltre, la produzione capitalistica americana continua a utilizzare il mais per la produzione di etanolo.  Anche il prezzo del grano comunque è aumentato del 23%, portando anche in Europa la crisi alimentare dal momento che il grano è largamente utilizzato, ad esempio in Italia, per l’alimentazione quotidiana. Complessivamente il Fao Food Price Index (l’indice complessivo dei prezzi degli alimenti basilari) è aumentato del 6%: un dato significativo ma non ancora allarmante. I timori di una vera e propria crisi alimentare quindi si fanno seri, ancor più che molti esperti pensano che il problema potrebbe cronicizzarsi nei prossimi mesi. Ricordiamo che in Tunisia un popolo già oppresso da decenni di dittatura ha trovato proprio nei rincari dei generi alimentari una delle scintille che ha portato alla cosiddetta “Rivoluzione dei gelsomini”. Come potrebbero reagire milioni di nuovi poveri al rincaro del cibo dopo aver appena perso il lavoro e la possibilità di una vita dignitosa?

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