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venerdì , 20 ottobre 2017
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Crisi. Allarme rosso: Bce dice di abbassare i salari

La Banca Centrale Europea preme sui governi affinchè adottino nuove misure strutturali che favoriscano maggiore “flessibilità salariale”, il che tradotto vuol dire salari più bassi per tutti, e subito.

Pensavate di aver già visto il lato oscuro della Bce e della crisi? Vi sbagliavate. Secondo le ultime notizie infatti, un rapporto della Bce avrebbe ritenuto  che l’adeguamento salariale nei paesi dell’Eurozona sarebbe stato relativamente limitato nonostante la gravità della recessione e l’aumento della disoccupazione.  Una forma educata per dire che i salari sono ancora troppo alti e quindi andranno abbassati in tempi brevi. In un tale contesto secondo la Bce “una risposta flessibile delle retribuzioni dovrebbe essere un’importante priorità“.

Secondo l’analisi della Bce durante la crisi i salari reali sono aumentati nell’area euro, presumibilmente come riflesso di uno spostamento dell’occupazione verso lavori a salario più alto, i quali sarebbero maggiormente tutelati. Dopo un’analisi ulteriore però sarebbe stato messo a confronto  l’andamento della disoccupazione nell’Eurozona con quello negli Usa, con risultati non proprio confortanti. Nel complesso infatti l’aumento dei disoccupati nei paesi europei è stato minore rispetto agli Usa (4% contro 4,8%), tuttavia all’inizio del 2010 in entrambe le aree si era registrato un tasso di disoccupazione pari al 10% e nei mesi successivi le cose sono migliorate negli Stati Uniti, ma peggiorate in Europa. E così oggi nell’Eurozona i disoccupati superano l’11% mentre negli Stati Uniti sono attorno all’8%. Anche perché la stessa Bce rileva che l’area dell’euro ha perso 4 milioni di occupati tra 2008 e fine 2011, non solo ma “l’occupazione è diminuita ulteriormente nella prima metà del 2012 – si legge poi nel capitolo sulla situazione nel mercato del lavoro – mentre la disoccupazione ha continuato ad aumentare”.   Scontata la ricetta: tagliare i salari dato che il mercato del lavoro dell’Eurozona sarebbe troppo rigido. Secondo la Bce quindi ci vorrebbe una maggiore flessibilità salariale, e quindi anche ulteriori riforme del mercato del lavoro in tutta l’Eurozona.  Insomma, il futuro per i paesi europei sembra essere sempre più scuro,ma non per la Bce che anzi indica proprio nell’austerity e nel picconamento di ogni diritto del lavoro la via per l’uscita dalla crisi.

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