Crisi. Arrivano i detective per spiare gli operaiTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Crisi. Arrivano i detective per spiare gli operai

Sembra incredibile ma dalla Toscana arriva una storia assurda, quella del licenziamento di un delegato Cobas alla Magna, nel livornese.

Una storia assurda viene dal livornese, dove un delegato Cobas alla Magna è stato licenziato in modo quantomeno rocambolesco. E’ successo a Guasticce, in provincia di Livorno mentre nella vicina Pisa altri investigatori privati sarebbero alle calcagna degli occupanti di una fabbrica dismessa per cercare motivi utili allo sfratto. Storie brutte della crisi, una storia cominciata il 5 agosto quando la direzione della multinazionale Magna ha licenziato il delegato Rsu Cobas dello stabilimento  ha licenziato il delegato Rsu Cobas dello stabilimento che produce serrature per auto. Ecco la motivazione secondo il comunicato dei Cobas: “nel corso di un’assenza per malattia, essersi recato, durante la fascia oraria consentita, presso il terreno di sua proprietà per trascorrere qualche ora di relax, dedicandosi a minimali cure del fondo“. Ma come hanno fatto saperlo? Semplice: l’azienda avrebbe fatto controllare il lavoratore da un occhio privato, che ha accusato il lavoratore anche di essere entrato dentro una casa in costruzione all’interno di un cantiere edile. Il lavoratore per la verità ha detto di essere andato a trovare un conoscente in una casa, che però non era in costruzione, fatto questo che potrebbe confermare l’ospite. Una relazione inventata di sana pianta, secondo i Cobas, perché doveva servire alla direzione per mettere in piedi una montatura finalizzata a licenziare il delegato. “E pensare che quella malattia era stata scatenata dal fatto che il capo dell’assemblaggio aveva costretto per due settimane, tra il 6 e il 31 maggio, il lavoratore a operare su postazione fissa in linea di montaggio, attività incompatibile con la sua situazione sanitaria, come risultante da una prescrizione medica del 2004, in base alla quale aveva lavorato per nove anni su macchine individuali“. La direzione però ha anche messo alle calcagna del delegato sindacale un investigatore già al settimo giorno della sua assenza, fatto in contrasto con gli articoli 2,3 e 4 dello Statuto dei lavoratori. Il delegato sarebbe finito nel mirino della multinazionale fin da quando era entrato in RSU, nel febbraio 2008, e la direzione aveva rivelato di essere fortemente ostile alla sua presenza ai “tavoli” di trattativa. Logica tipica del pugno di ferro del “padrone delle ferriere”. Secondo i Cobas locali il delegato in questione avrebbe chiesto per cinque anni il rispetto della rotazione nella gestione della cassa integrazione  prevista dalla legge e dall’accordo sindacale ma mai rispettata dalla direzione. Aveva anche rotto le “scatole” con la sicurezza, al punto da fare arricciare il naso all’azienda. In questo modo si è arrivati al licenziamento del 5 agosto, un licenziamento che non ha sorpreso nessuno anche perchè proprio quel giorno il capo del personale ha telefonato al delegato per invitarlo ad andare a ritirare il verdetto che lo cacciava fuori dalla fabbrica.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top