Crisi. Cig 2013: persi 2.600 euro a testaTribuno del Popolo
mercoledì , 23 agosto 2017
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Crisi. Cig 2013: persi 2.600 euro a testa

Nel solo mese di aprile si sono registrate oltre 100 milioni di ore di cassa integrazione. Nei primi quattro mesi dell’anno sono state autorizzate 365 milioni di ore di cassa integrazione con un calo del reddito di 1,4 miliardi di euro.

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La situazione della cassa integrazione in Italia è in peggioramento. Basti pensare che nel solo mese di aprile, secondo quanto rivelato dalla Cgil, sulla base dei dati Inps, sono stati messi a segno oltre 100 milioni di ore di cassa integrazione, un trend che potrebbe sfondare anche un miliardo di ore nel 2013. Sono oltre 530.000 i lavoratori in cassa a zero ore da inizio anno che hanno già subito un taglio del reddito per 1,4 miliardi di euro, ovvero 2.600 euro netti in meno per ogni singolo lavoratore. Come se non bastasse la Cisl ha anche segnalato che ci sono circa 178.000 posti di lavoro a rischio, ovvero di quei lavoratori che dopo il fermo potrebbero non rientrare più in fabbrica. E mentre i sindacati suonano il campanello d’allarme, il governo discute su come finanziare gli ammortizzatori sociali:.“I dati di aprile richiamano, per l’ennesima volta, la necessità di dare centralità al mondo del lavoro”, ha detto Elena Lattuada, segretario confederale della Cgil, “Ma le opzioni di cui si discute non sono assolutamente all’altezza: sarebbe infatti intollerabile utilizzare i fondi per le politiche attive e per detassare la produttività, a maggior ragione dopo le forzature su quest’ultimo punto, sanate poi dalle parti, per finanziare gli ammortizzatori in deroga”. La dirigente sindacale, nel sottolineare come “insieme alla cassa integrazione in deroga c’è il tema della mobilità in deroga e dei contratti di solidarietà“, ha poi puntato il dito contro le ipotesi allo studio e che ritiene siano “una scelta sbagliata e recessiva, che ripercorre strade già praticate, ovvero quelle di usare le scarne risorse del lavoro invece di industriarsi per trovarne di nuove e aggiuntive”.

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