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giovedì , 14 dicembre 2017
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Crisi Cinecittà. Spending review anche nella Hollywood italiana

Più di 18 mila firme ed 85 giorni di occupazione da parte dei lavoratori degli Studios per evitare tagli anche a Cinecittà.

Tratto da  http://oltremedia.weebly.com/

E’ proprio vero che la spending review Montiana non guarda in faccia proprio niente e nessuno: i cittadini si lamentano oramai da mesi per una cernita di ciò che dovrebbe essere “tagliato” e non dalle spese statali, da più parti definita antidemocratica e poco intelligente. Istruzione,difesa,sanità,cultura ed infrastrutture tutti i settori più importanti toccati.

L’effetto di tutto ciò gli italiani lo riscontrano nella loro quotidianità in quanto moltissimi posti di lavoro in tutti questi ampi settori sono stati appunto tagliati proprio perché di soldi non ce ne sono. La “lenta ripresa” indicata da Monti non si vede e le situazioni di criticità nelle varie realtà economiche del paese si moltiplicano.

Emblematico è il caso di Cinecittà. Da mesi i lavoratori degli Studios sono in mobilitazione contro i tagli e contro un piano di rilancio che secondo gli stessi sarebbe il preludio ad una definitiva chiusura. Ottantacinque giorni di occupazione nel segno della sensibilizzazione e della radicalità di chi teme di perdere il posto di lavoro. Così si è articolata la protesta a Cinecittà, dove si è riscontrata anche un’ampia partecipazione da parte del quartiere, da sempre il luogo della memoria del cinema italiano.

Nella giornata di ieri i dipendenti in mobilitazione hanno tenuto un presidio sotto il Quirinale dove hanno comunicato di aver raccolto 18.373 firme per una petizione da indirizzare al Capo dello Stato contro lo smantellamento di Cinecittà.  “Presidente, ci aiuti a salvare il patrimonio professionale, artistico e culturale di Cinecittà. Queste sono firme di gente comune che vuole testimoniare contro i poteri forti. Siamo qui a presentare al presidente Napolitano un pezzo di democrazia e di lotta. Cinecittà non può essere un posto dove i lavoratori non hanno più il diritto di esserci, vogliamo che questo Paese continui ad essere grande”. Queste le parole di Citto Maselli il regista che ha guidato la delegazione di lavoratori ricevuta al Quirinale.

La mobilitazione dura da mesi, è continuata anche nel mese di Agosto quando gli occupanti degli Studios non si sono risparmiati nemmeno nella settimana del 15. Negli 85 giorni sono stati molti i contatti con l’azienda ed i tentativi di quest’ultima promossi dall’a.d. Luigi Abete per tranquillizzare i lavoratori. Solo tentativi di mistificazione. Questa l’accusa mossa dai dipendenti verso i vertici aziendali: tutti sono infatti a conoscenza da tempo della situazione dove su 220 lavoratori 50 sono considerati in esubero.

Ma il problema non riguarda soltanto la diminuzione di posti di lavoro attraverso un “piano di dismissione industriale”, bensì i sindacati hanno voluto far notare il pericoloso progetto di cementificazione di tutta l’area che prevedrebbe il cambiamento della destinazione d’uso dell’intero sito.

L’idea è perciò quella di chiedere al Presidente Napolitano di salvare Cinecittà da una forte speculazione edilizia.  Il consigliere comunale del Pd Athos De Luca,che ha fatto parte della delegazione ricevuta dal Quirinale, spiega: «i progetti per edificare 400 mila metri cubi, su 7 ettari di Cinecittà, costituiscono una deroga al piano regolatore e dovranno essere approvati dal Consiglio comunale, che ha votato un ordine del giorno in difesa di Cinecittà. Per cui la battaglia civile e culturale per gli Studios è ancora tutta da giocare,mentre a Parigi costruiscono Cinecittà, a Roma qualcuno la vuole distruggere. I lavoratori non lottano solo per il posto di lavoro, che gli verrebbe garantito comunque, ma per salvare Cinecittà e il loro patrimonio di professionalità».

di Valentina Carletti
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