Crisi e democraziaTribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Crisi e democrazia

Viviamo in tempi oscuri in cui la natura sfruttatrice, oppressiva e aggressiva del capitalismo tende a manifestarsi sempre più acutamente. Prima di tutto perché sono ancora presenti le conseguenze delle sconfitte del socialismo con la violenta offensiva dell’imperialismo per recuperare le posizioni perdute nel corso del XX secolo.

Poi perché, nel quadro dell’approfondimento della sua crisi strutturale e sistemica, il sistema capitalista sta attraversando una prolungata crisi ciclica di sovrapproduzione e sovraccumulazione a cui vede una sola uscita: l’intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori, la ricolonizzazione dei popoli della periferia capitalista, l’appropriazione e la dilapidazione delle risorse naturali del pianeta. Il che, al pari della centralizzazione e concentrazione del capitale, che la crisi stessa favorisce, e della conseguente riduzione della base sociale di appoggio del potere monopolista, può solo condurre all’acutizzazione delle contraddizioni di classe e nazionali, alla crescita della resistenza e della lotta popolare in tutto il mondo, all’emergere di processi progressisti e rivoluzionari, come sta accadendo in America Latina.

Di fronte a questa realtà minacciosa, le classi dominanti agitano lo spettro del “terrorismo” (che nella loro terminologia assimilano a “estremismo”, “radicalismo” e “ribellione”), assumono misure di carattere securitario, intensificano la repressione, teorizzano sulla necessità di liquidare diritti fondamentali duramente conquistati in nome della “sicurezza” e della “stabilità”. La brutale regressione sociale e civile che pretendono di imporre al mondo è incompatibile con l’esercizio “liberal/democratico” della loro dittatura di classe, e i centri dell’imperialismo, nello stesso momento in cui persistono nell’anticomunismo e minimizzano l’avanzata delle forze razziste e fasciste, elaborano e praticano una concezione dello “stato di diritto” sempre più pervasiva sul piano interno e più arbitraria, aggressiva e criminale sul piano esterno che, utilizzando le più avanzate conquiste della scienza e della tecnica, presenta minacce senza precedenti per la libertà. La recente rivelazione dei sofisticati meccanismi di spionaggio realizzati dalla NSA nordamericana con la collaborazione di Google Microsoft, Apple e altri potentati di Internet, ci mette in guardia rispetto ai pericoli a cui sono esposti i cittadini e i popoli di tutto il mondo.

Pericoli che gli apologeti del capitalismo cercano di nascondere e persino di negare, ma che sono tanto più reali in quanto hanno radici economiche profonde. Posto a confronto con l’inesorabile tendenza all’abbassamento del tasso di profitto, con la situazione di stagnazione e recessione in cui sono sprofondate le principali economie capitaliste e l’evidente incapacità del sistema di dare risposta ai problemi e alle aspirazioni dei lavoratori e dei popoli, il grande capitale si prepara al peggio e scommette sempre di più sulla limitazione e la liquidazione delle libertà e dei diritti fondamentali. Lo stesso rafforzamento delle strutture politiche sovranazionali determinato dalla transnazionalizzazione del capitale, che calpesta la sovranità di paesi come il Portogallo, può solo essere imposto per via coercitiva, questione che è ben evidente nel carattere sempre più antidemocratico dell’Unione Europea e in un vasto insieme di misure cosiddette di “sicurezza”, in cui la collaborazione con la NATO e con i servizi segreti nordamericani svolge un ruolo crescente.

La nostra lotta per una politica e un governo patriottico e di sinistra, per il rifiuto del patto di aggressione e per la rottura con il processo di integrazione capitalista europeo è allo stesso tempo una lotta internazionalista per la libertà e la democrazia.

Fonte: da www.avante.pt
Albano Nunes, segreteria del Partito Comunista Portoghese

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top