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venerdì , 20 gennaio 2017
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Crisi. Ecco banchieri responsabili del collasso: non paga nessuno

Il quotidiano tedesco Handelsblatt ha pubblicato un’inchiesta con la quale ha raccontato come se la passano i banchieri che hanno materialmente causato la crisi. Quasi tutti se la passano bene, anzi benissimo, e nessuno di loro è finito in galera.

La crisi ha rovinato l’esistenza e la vita di milioni di persone e famiglie. In molti hanno interpretato la crisi un pò come una calamità naturale inevitabile che ha investito l’Europa dall’oggi al domani, mangiandosi conti pubblici, aziende, posti di lavoro. In realtà non è proprio così la crisi è stata provocata da qualcuno, e questi qualcuno sono ancora a piede libero, magari a godersi la bella vita da qualche parte mentre la povera gente normale è costretta a modificare la propria vita per sopravvivere. Il quotidiano economico tedesco Handelsblatt ha deciso di dare un nome  e un volto ai “responsabili” della crisi, così, a cinque anni esatti i dallo scoppio della bolla dei mutui concessi senza garanzie reali, i cosiddetti subprime, che sono stati la causa remota della crisi che stiamo vivendo ancora oggi, si scopre che i creatori della crisi sono ancora a piede libero, e spesso e volentieri se la passano davvero bene. Vediamo come. Cominciamo con Richard Fuld , anche detto dagli amici “il Gorilla di Wall Street”, ex ad di Lehman Brothers, che ancora non riesce a spiegarsi come sia stato possibile che Washington abbia permesso il fallimento della sua banca. “Da quando è successo, mi chiedo come mai abbiano lasciato cadere solo me”, si chiede perplesso Fuld a proposito del fallimento che nel settembre del 2008 ha dato origine alla crisi più grande che il capitalismo abbia mai attraversato. Fuld del resto, nel corso della sua carriera ha incassato qualcosa come 500 milioni di dollari, e sotto la sua guida la Lehman Brothers ha acquistato i mutui subprime, ovvero quei mutui associati a garanzie basse o nulle dei debitori, rivendendoli poi successivamente impacchettati in quelle “obbligazioni salsiccia”, le Mortgage Backed Securities (Abs), che una volta diffuse hanno finito per infettare gran parte della finanza globale. Ma la carriera di Fuld non è finita con il collasso della sua banca, dopo il settembre 2008 Fuld ha lavorato per l’hedge fund Matrix Advisor, uno dei cosiddetti “fondi locusta”, ovvero uno di quei fondi di investimento che lavora con l’obiettivo di spremere fino all’osso una società per poi mollarla e passare a un’altra e così via. Successivamente Fuld è passato per Brokerhaus Legend Securities, da cui ha dato le dimissioni all’inzio di quest’anno. Intanto ai creditori Lehman arriveranno circa 65 miliardi di dollari, contro richieste per oltre 300 miliardi. Passiamo poi a Maurice “Hank” Greenberg, un altro dei responsabili della crisi che è stato a lungo l’amministratore delegato di Aig, la più grande assicurazione al mondo. Greenberg è riuscito nell’impresa di trasformare la compagnia nella maggiore emittente di Credit default swap  (le assicurazioni contro il crack di una società o di uno Stato), un’attività molto redditizia fino al crollo di Lehman Brothers. Dopo il settembre 2008, Greenberg si trovò con polvere in mano e ora lavora per la società di private equity CV Starr & Co, il cui nome viene dal fondatore di Aig, Cornelius Vander Starr. Passiamo poi a Stan O’Neil, ex  amministratore delegato di Merrill Lynch, colui che ha fatto lievitare gli utili della banca puntando proprio sui derivati legati ai mutui subprime,  ovvero strumenti speculativi basati su crediti di dubbia qualità. Quando la crisi ha preso a infettare l’economia mondiale, Merrill Lynch è stata salvata dalla Bank of America sotto il governo di Geroge. W. Bush. Lynch alla fine ha fatto buon viso a cattivo gioco e dalla crisi ha incassato qualcosa come 160 miliardi di dollari di buonauscita e oggi, non contento, siede placidamente nel consiglio di amministrazione dell’Alcoa, il gigante Usa dell’alluminio che sta facendo parlare di sè in Italia. Ma non è finita qui, ahinoi. Impossibile non citare anche Adam Applegarth, colui che nel settembre 2007 nel centro di Londra era l’amministratore delegato della banca Northern Rock, la stessa banca dove migliaia di persone facevano la fila per ritirare i propri risparmi. Applegarth dovette dimettersi nel dicembre dello stesso anno per aver deciso di puntare tutto sui mutui. La Northern Rock fu nazionalizzata. Applegarth è prima passato in forza del fondo hedge Apollo Management per poi dedicarsi alla Beechwood Property Management, società specializzata nella gestione immobiliare, fondata assieme al figlio Greg. Impossibile poi non ricordare Fred Godwin, ex amministratore delegato della Royal Bank of Scotland, uomo che a causa della crisi ha visto portarsi via il titolo di “Sir”, un pò quello che successe a un altro criminale come lui, il dittatore dello Zimbabwe, Robert Mugabe. Goodwin è senza dubbio il “peggior banchiere del mondo” ed è colui che ha portato alla nazionalizzazione della Royal Bank of Scotland affossandone i bilanci sia con speculazioni di dubbio gusto, sia con una campagna di acquisizioni perlomeno discutibile: pagò l’istituto olandese Abn Amro 100 miliardi di dollari. Goodwin però non ha mai pagato i suoi errori, anzi, percepisce una pensione a 50 anni con un incasso annuale di oltre 704.000 sterline, dimezzata poi nel 2009 a causa delle polemiche. Dopo il licenziamento dall’istituto britannico ha prestato per breve tempo servizio presso RMJM, il più grande studio di architettura di Edimburgo. Durante la sua permanenza presso la società sono stati licenziati 80 dipendenti. Menzionato anche Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit dal 1998 al 2010 che  ha introdotto in Italia la vendita  di derivati alle società e agli enti pubblici che non ne avevano assolutamente bisogno e la frode fiscale con il cosiddetto schema “Brontos”, per il quale è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Milano. Dopo aver incassato da Unicredit una buonuscita da 40 milioni di euro, nonostante la banca  abbia dovuto effettuare tre aumenti di capitale in tre anni, Profumo è ora alla guida del Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca al mondo in procinto di essere nazionalizzata a causa del suo dissesto finanziario. Infine sono stati citati anche Gordon Brown, ex primo ministro inglese che aveva deregolamentato il settore bancario per convogliare investimenti a Londra, e Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, che ha abrogato i vincoli che impedivano alle banche di utilizzare i risparmi dei loro clienti.

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