Crisi. Ecco un assaggio dell'Italia che soffre | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Crisi. Ecco un assaggio dell’Italia che soffre

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di sfogo di una vittima della crisi economica. Una sorta di assaggio dell’Italia reale, quella che non troverete su tg e giornali.
crisi-economica
Buongiorno sono Daniela e scrivo dalla provincia di Bergamo. Sono disperata perchè in tutta la mia dura vita lo stato italiano è stato latitante ed ora entra nella mia vita, mi punta una pistola alla testa e mi vuole derubare. Mi è arrivato un accertamento fiscale in quanto sono una persona a basso reddito ma risultano intestate a me una macchina, opel corsa del 2005 e un appartamento. per questo hanno fatto una presunzione di reddito, inserendo dei dati am e sconosciuti e per niente attinenti alla mia realtà e mi chiedono 60 mila euro e se mi va bene 14mila. soldi che io non ho, e guadagnando 530 euro al mese non so come farò. il tutto è partito da un cancro. Mi mamma nel 2008 è stata operata di cancro e fino al 2009 ha fatto la chemioterapia. Lavorava come portinaia e da gennaio 2009 abbiamo ricevuto raccomandate dall’amministrato per sloggiare. nelle condizioni di malattia di mia mamma e disoccupazione mia, l’unica soluzione che abbiamo trovato è stata quella di mettere insieme tutti i soldi risparmiati in una vita da me e da lei e compare un appartamento in fretta e furia per avere almeno un tetto sulla testa. Mia mamma non sapendo se sarebbe guarita non ha voluto intestarsi sulla casa, per non darmi problemi burocratici nel casa fosse morta. Io ho sempre avuto busta paga e anche mia mamma, non abbiamo mai rubato, ma l’agenzia delle entrate mi presume dei redditi altissimi per la macchina e per la casa e vuole da me 60mila euro, nonnostante abbia portato i conti correnti miei e mia mamma che comprovano al provenienza del denaro con ci è stata pagata la casa. Nell’ultimo incontro fatto settimana scorsa mi hanno detto che non ho provato che i soldi me li ha dati mia mamma e anche se ci riesco non me li tengono in considerazione tutti ( perchè? a priori? anche se ho i documenti?) In più anche se riesco a salvarmi per la casa, per la macchina mi chiedono 14mila euro e non vogliono tener conto del fatto che ho portato documentazione che attesta che ero ospite nella portineria gestita da mia mamma e che di conseguenza non pagavo nè affitto nè bollette. A loro non importa, per loro esiste solo la loro presunzione di reddito. Mi stanno uccidendo. l’11 di dicembre ho un incontro per sapere di che morte devo morire. Avete per caso notizia di associazioni di difesa del cittadino nella provincia di Bergamo che mi possano aiutare?
grazie
Daniela 
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