Crisi. Europa in ginocchio, ma ecco la Cina | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Crisi. Europa in ginocchio, ma ecco la Cina

L’Europa continua a essere interessata da una pesante crisi del debito. Mentre i vari governi tagliano sulla spesa sociale e le proteste aumentano, la Cina aumenta i suoi  investimenti nel Vecchio continente: nel secondo trimestre 2012 gli investimenti del Dragone cinese in Europa sono raddoppiati.

Nell’ultimo trimestre del 2012 gli investimenti cinesi in Europa sono più che raddoppiati, raggiungendo la cifra da record di 5.000 milioni di dollari. I cinesi sembrano quindi trovare la situazione ideale per penetrare all’interno del Vecchio Continente da un punto di vista economico, e la somma degli investimenti ha già raggiunto la cifra di 5.000 milioni di dollari. Come se non bastasse i cinesi starebbero anche attendendo un’ulteriore calo dei prezzi in Europa per riuscire a mettere le mani su attività chiave come le strutture portuali del Mediterraneo.  Inutile dire che da Pechino guardano con attenzione alla Grecia, ma anche a Spagna, Portogallo e Italia. In Spagna ad esempio, che dalla crisi è stata duramente colpita, i cinesi hanno già cominciato a fare spese. Basti pensare che nel mese di giugno la  China Investment Corporation (CIC), il braccio finanziario di Pechino, ha acquistato il 7% del gestore del satellite Eutelsat per un totale di 498.7 milioni di dollari. Anche Lisbona ha ceduto ai cinesi il 21% della statale Energias de Portugal (EDP) per oltre 482 milioni di dollari. Secondo un rapporto dello Europe China Research and Advice Network (ECRAN), un organismo comunitario che assiste l’Unione nei suoi rapporti con la Cina, “fino a due o tre anni fa non avremmo mai visto accordi del genere (…) Sempre più investitori cinesi stanno guadagnando quote di minoranza in società europee, un approccio molto intelligente (…) Così facendo si riducono i rischi, si rafforzano i rapporti con i partner locali e si apprende a gestire una società straniera”. Ma i cinesi non si limitano a comprare, molti di loro vengono in Europa per sfruttare la crisi e acquistare tecnologia a basso prezzo in modo da trasferirla alla propria produzione in Cina, e questo avviene soprattutto nei settori dei macchinari industriali e automobilistici.“Cina ed Europa devono risolvere le loro controversie commerciali attraverso consultazioni sulla base dell’uguaglianza ed iniziare il prima possibile i negoziati sul trattato per gli investimenti sino-europei. Do il benvenuto alle imprese europee che utilizzano la moneta cinese, nel commercio e negli investimenti transfrontalieri”, aveva dichiarato il primo ministro cinese Wen Jibao in tempi non sospetti, e la sensazione è che con il passare dei mesi i rapporti tra Ue e Pechino diventeranno sempre più stretti.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top