Crisi. Giacchè: "La crisi è colpa dell'austerity" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Crisi. Giacchè: “La crisi è colpa dell’austerity”

L’economista Vladimiro Giacchè, candidato per Rivoluzione Civile, ha parlato della crisi economica a SkyTg24. Secondo lui la colpa della decrescita è da attribuirsi alle politiche di austerità, e soprattutto senza parlare di vincoli europei non si può parlare di crescita.

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In vista delle elezioni politiche di febbraio 2013 in Italia ormai ribolle la campagna elettorale. Al centro del programma delle varie coalizioni è senza dubbio la difficile condizione economica dell’Ue, che si ripercuote anche nel nostro Paese. La crisi ha colpito duramente la società e l’economia italiana, ma Vladimiro Giacchè pensa che per invertire la rotta la ricetta debba essere ben diversa da quella dell’austerity proposta e adottata da Monti, e accettata dalla maggioranza degli schieramenti in campo. Secondo Giacchè, che ha parlato a SkyTg24, la vera domanda che bisognerebbe porsi non è tanto come fare a tornare a crescere, quanto come fare a evitare una ulteriore decrescita. E la decrescita che ha colpito l’economia italiana negli ultimi anni, secondo l’economista, sarebbe stata innescata proprio dall’austerità, almeno per quanto riguarda il periodo 2012-2013. Il punto peggiore raggiunto dalla crisi nel nostro Paese, secondo Giacchè, si è avuto con il calo drammatico della domanda interna, e l’unico modo per provare a risollevare la china sarebbe, appunto, frenare subito le politiche di austerity. Alla domanda su quanto abbiano pesato Monti e Berlusconi sulla crisi italiana, Giacchè ha risposto ricordando che Berlusconi ha tagliato ben 55 miliardi di euro, contro i 30 di Monti; il problema quindi sarebbe proprio questo, quello dei tagli, e secondo l’economista l’unico modo per riattivare la crescita sarebbe sostanzialmente portare sul tavolo della politica il nodo dei vincoli europei. Senza parlare di questo nodo cruciale, invocare la crescita insomma altro non sarebbe che prendere in giro gli elettori. Come se non bastasse Giacchè ha anche ricordato come anche in Germania si comincino a sentire i primi colpi della crisi, con le esportazioni tedesche che sono calate contraendo in prospettiva la crescita del Pil. Insomma, la proposta di Giacchè, candidato per Rivoluzione Civile alle prossime elezioni, è quella di ridiscutere i vincoli, vincoli che peraltro vengono considerati sbagliati e controproducenti non solo dall’economista italiano, ma anche da premi Nobel come Stiglitz e Krugman.

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