Crisi. Il grande equivoco: I carnefici dipinti da vittimeTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Crisi. Il grande equivoco: I carnefici dipinti da vittime

Secondo uno studio pubblicato dalla Banca d’Italia la crisi nel nostro Paese ha colpito in particolar modo i giovani e i poveri. Come mai però il governo e l’Europa sembrano occuparsi solo ed esclusivamente  di coloro che sono stati meno colpiti dalla crisi?

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Non diciamo nulla di nuovo quando vi raccontiamo che la crisi in Italia, e non solo, ha colpito soprattutto le fasce più giovani e quelle più povere della popolazione. Non solo, con la crisi si è innestata una spirale per cui coloro che hanno un reddito elevato vedono aumentare la concentrazione della ricchezza, mentre, al contrario, coloro che hanno redditi bassi diventano sempre più poveri. Insomma il capolavoro della sperequazione e dell’ingiustizia sociale che avviene nel silenzio e nell’inattività della politica dal momento che non esiste più nessun partito in grado di rappresentare le istanze e bisogni di questo settore crescente di indigenti e bisognosi. Anzi, si è creato una sorta di equivoco secondo cui coloro che hanno redditi elevati sono abbondantemente rappresentati dal punto di vista politico per tutelare i propri interessi, mentre i poveri, i giovani e i cittadini a basso reddito sono completamente lasciati a sè stessi. Ma non è finita, i media sembrano dar voce solamente a coloro i quali hanno visto “abbassarsi” i loro profitti, come se fossero loro le vere vittime della crisi economica. Come se un imprenditore costretto a chiudere due delle sue pizzerie sia una vittima, più dei poveracci che campano con 500 euro al mese e si ritrovano dall’oggi al domani senza un lavoro, senza una speranza, e con una famiglia da mantenere. Se si va a controllare poi si verifica che in Italia coloro che evadono maggiormente le tasse non sono di certo i “poveracci”, nè i lavoratori dipendenti, e quindi si può facilmente desumere dove sia il “vulnus” all’interno del nostro Paese, permissivo con i forti e terribile con i deboli. Dal 2008 al 2010 la percentuale di famiglie povere (sia a livello di reddito che di ricchezza) tra i giovani è aumentata di 4,3 punti, passando dal 9,2 al 13,5 per cento. Considerando, poi, che la tendenza è sicuramente andata acuendosi negli ultimi due anni, lo scenario sembra ancora peggiore. L’Europa però sembra bellamente ignorare le sofferenze di queste persone, e il motivo è molto semplice, ciò che conta per il capitalismo non è il benessere delle persone, bensì la salute dei conti. Per questo motivo l’Europa e i governi sono riusciti a imporre misure di tagli draconiani volti a migliorare la situazione debitoria dei Paesi, e poco importa se questi tagli hanno significato condannare alla miseria decine di migliaia di famiglie. Una cosa quindi è certa, fin quanto le vittime continueranno a votare per i carnefici, e fin quando i carnefici faranno le vittime, la macelleria sociale continuierà.

Gracchus Babeuf

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