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venerdì , 26 maggio 2017
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Crisi. Il Grande Inganno

Recentemente Angela Merkel ha parlato di una possibile ripresa in Europa solo a partire dal 2014. Ma allora come mai Monti e molti altri premier parlano di “luce in fondo al tunnel”? La realtà è che l’Europa assomiglia sempre di più a un treno i cui binari finiscono in un burrone, e al posto che frenare i “macchinisti”, ovvero la Troika, pompano dentro carbone…

Mentre i giornali europei plaudivano entusiasticamente al successo elettorale democratico di Barack Obama negli Stati Uniti, nel frattempo migliaia di cittadini greci scendevano in piazza per manifestare contro la troika e i tagli di lacrime e sangue che faranno sprofondare Atene nella miseria. In questo scenario devastante gli stessi artefici della finanziarizzazione dell’economia, e quindi della crisi, sono gli stessi che continuano a tenere in mano le leve del gioco, sono gli stessi che dovranno provare a traghettarci fuori dalla tempesta. Peccato che con i tagli e l’austerity indiscriminata siano sempre di più quelli che dicono che, così facendo, semplicemente la ripresa non ci sarà mai. Anche nel ’29, crisi sicuramente peggiore di questa, la Germania di Bruning e gli Stati Uniti di Hoover  risposero alla crisi adottando politiche monetaristiche, e tutti sappiamo come finì in Germania, con il collasso della Repubblica di Weimar e l’avvento del nazismo. La Merkel ha detto che la ripresa in Europa ci sarà nel 2014, il che tradotto dal politichese significa che una ripresa non è all’orizzonte, e che nessuno ha la minima idea di come si potrà uscire dalla crisi. Ciò che si sa invece è che bisognerà continuare a tagliare, a licenziare, ad abrogare diritti, il tutto nella speranza che come per magia i mercati si riattivino. Per questo all’orizzonte rimane questo “grande inganno” che ci parla di una crisi che nella realtà serve a ricacciare indietro i diritti dei lavoratori, una sorta di “lotta di classe” effettuata dall’alto verso il basso, orientata a cambiare la società in modo da preparare scenari futuri che sembrano foschi. Che fare quindi? Troppo facile criticare tutti e arroccarsi sull’Aventino, bisogna invece mettersi in gioco, e contrapporre piani politici alternativi, per farlo ci aspetta una lunga camminata nel deserto, ma come comunisti siamo più che abituati a questo tipo di traversate.

DC

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