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giovedì , 27 luglio 2017
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Crisi. Il ritorno del carbone

Con la crisi sta tornando il carbone, con buonapace di ambientalisti e di energie rinnovabili. 

carbone

Corsi e ricorsi storici. L’era del carbone sembrava ormai essere relegata a un passato ormai lontano, eppure con la crisi sembra che il più inquinante dei combustibili fossili, il carbone appunto, sia tornato d’attualità. Questo avviene proprio quando in Europa si cerca di ridurre il riscaldamento globale, e in Cina si investono miliardi e miliardi nelle energie rinnovabili. Al momento il carbone è la fonte energetica cresciuta maggiormente lo scorso anno. La produzione è aumentata fino al 6% nel 2010, il doppio del gas e quattro volte di più del petrolio; e quest’anno la tendenza sembra essere confermata. In Europa i governi cercano di seguire le direttive dell’Ue per diminuire le emissioni di biossido di carbonio, ma nonostante questo il consumo di carbone è aumentato esponenzialmente. Impossibile infatti con la crisi non cedere al fascino del carbone, più facile ed economico da estrarre a differenza di petrolio e gas, più facile da trasportare tramite ferrovie e strade. Inoltre il prezzo del carbone è stabile dal momento che i giacimenti maggiori si trovano in stati stabili dal punto di vista istituzionale. A detta degli analisti, a causa della crisi economica si è prodotto ciò che è stato descritto come “collasso della domanda industriale di energia”. Questo ha portato ad un eccesso di offerta di carbone, spingendo il prezzo verso il basso. Ha dato anche luogo ad un eccesso di permessi di emissione di CO2, che si traduce in una riduzione del prezzo del carbonio, e quindi del costo di produzione del carbone. Molto carbone americano è stato immesso nel mercato a basso presso dato che la scoperta del gas di scisto ha fornito una fonte di energia alternativa e ancora più economica.

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), tutti i parametri favoriscono il carbone, il combustibile di base più bruciato in Europa. La Germania, ad esempio, ha interrotto la sua attività nucleare per costruire altre centrali di carbone. Quanto durerà questo risorgimento del carbone dipenderà in parte dal recupero dell’economia globale e dalla capacità dei governi di sviluppare un sistema che finalmente offra carbonio a buon mercato. Fin tanto che perdurerà la crisi insomma, difficile che il carbone possa uscire di scena. La legislazione di un decennio fa però dovrebbe limitare seriamente la produzione di carbone nei prossimi anni, ma le importazioni dagli Stati Uniti non verranno interrotte. Anche la Cina inoltre, in netta crescita, nei prossimi anni potrà avere bisogno di una crescente domanda di carbone.

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Nessun commento

  1. La produzione europea e nord americana è praticamente identica a quella di 15 anni fa. Il cambiamento è dovuto alla Cina; gli altri guardano, e forse farebbero bene a riflettere.

  2. Rinaldo Sorgenti

    Ottimo commento, anche se in alcune definizioni risente del condizionamento dovuto alla continua demonizzazione che certe lobby continuano a fare del combustibile più importante per la generazione elettrica nel Mondo (41%) e soprattutto nei principali Paesi sviluppati del Pianeta.

    Sarebbe stato anche opportuno menzionare che le moderne tecnologie oggi disponibili consentono di opportunamente utilizzare il carbone per la generazione elettrica e che una moderna centrale a carbone ha il medesimo marginale impatto ambientale di una moderna centrale alimentata a Gas Metano, soprattutto nel ns. Paese, per come possono essere utilizzati i modernissimi impianti a Gas, causa l’elevato costo del combustibile.

    Se poi si riflettesse sul fatto che un moderno Paese sviluppato ha l’assoluta necessità di disporre di abbondante energia ed a prezzi ragionevoli e competitivi, ci si renderebbe anche conto dell’assoluta necessità anche per l’Italia di diversificare ed equilibrare le “Fonti” per la produzione elettrica, risparmiando così un mare di risorse economiche che potrebbero meglio giustificare i faraonici incentivi ed i tanti miliardi di € concessi per il Solare FV e l’Eolico, che mettono sempre più a rischio la stabilità del ns. sistema di distribuzione elettrica, costringendo altresì numerosi altri impianti convenzionali ed alimentati a Ga e Carbone per assicurare che la disponibilità dell’elettricità non venga meno. Elemento essenziale, che non viene quasi mai commentato quando si parla di questi temi.

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