Crisi. In Usa arrivano miliardi dalla MarijuanaTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Crisi. In Usa arrivano miliardi dalla Marijuana

Il business della marijuana legalizzata negli Stati Uniti ha fatto arrivare introiti insperati alle casse degli Stati. Ecco la risposta alla crisi e alla criminalità organizzata?

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La crisi colpisce duro, e non solo in Europa. Ogni scusa è buona per provare a reperire fondi per far tornare i conti, e in questo anche negli Stati Uniti si sono abituati, volenti o nolenti, negli ultimi anni. Proprio dagli Stati Uniti una delle novità più significative riguarda il cosiddetto business della Marijuana. Vergognosamente considerata una droga alla stregua di altre sostanze stupefacenti ben più dannose, secondo molti medici la marijuana sarebbe meno dannosa per l’organismo dell’alcol e del tabacco, ma questo fino a oggi non ha intenerito il cuore delle istituzioni, che hanno sempre pensato di reprimere. La lotta dura alle droghe leggere però non ha portato a nulla, e anzi con la crisi il consumo di droghe leggere è aumentato in tutto il mondo, sancendo così la sconfitta del “proibizionismo”. Negli Usa hanno voluto sperimentare la via della legalizzazione, almeno in alcuni stati, e dopo qualche mese i primi bilanci parlano di introiti statali clamorosi, soprattutto se si considera il taglio dei costi esorbitanti della ‘guerra alla droga’. Insomma secondo molti il via libera definitivo alla commercializzazione della cannabis sarebbe alle porte, e laddove non sono arrivati i medici e le associazioni sono arrivati i conti, mostrando anche ai più retrivi che la marijuana conviene eccome. “Con il via libera alla cannabis sempre piu’ vicino, gli Stati Uniti iniziano a fare i conti su quanti soldi risparmieranno rinunciando alla costosissima guerra agli stupefacenti“, ha scritto qualche giorno Francesco Tamburini su “Il Fatto Quotidiano”. Secondo Jeffrey Miron, studioso di Harvard, il governo risparmierebbe qualcosa come 7,7 miliardi di dollari all’anno legalizzando la marijuana, attualmente la cifra che Washingron spende per contrastare l’uso di stupefacenti. Ma non è finita qui, secondo altri economisti se il governo dovesse legalizzare tassando la marijuana proprio come il tabacco o l’alcol, lo Stato potrebbe guadagnare altri 6 miliardi all’anno, per un totale di 13,7 all’anno. In Colorado e nello Stato di Washington, dove nel novembre 2012 si è dato il via libero all’utilizzo “ricreativo” della sostanza, intanto stappano già lo champagne. La svolta pro-legalizzazione è sempre più evidente in Nord America. Sono infatti 18 gli Stati dove la marijuana è permessa per uso medico e altri dieci si stanno muovendo nella stessa direzione. Il fenomeno è confermato da un sondaggio del “Pew Research Center”, secondo cui il 52% degli americani è favorevole all’eliminazione del divieto, mentre tre su quattro sostengono che i soldi spesi per la lotta alla cannabis non sono un buon investimento. E in Europa? In Italia ad esempio assistiamo a una vergognosa ignoranza da parte della classe politica, ferma a valutazioni sorpassate superficiali e sostanzialmente erronee della marijuana. O forse è solo una facciata per non ledere interessi che riguardano la criminalità organizzata?

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