Crisi. Istat: famiglie sopravvivono con 2.488 euro al mese | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Crisi. Istat: famiglie sopravvivono con 2.488 euro al mese

Secondo i dati diffusi dall’Istat nel 2011 la spesa media mensile per una famiglia italiana è stata pari a 2.488 euro. Spese troppo alte per gli italiani alle prese con la crisi, e arrivare a fine mese è sempre più difficile. 

Per sopravvivere in Italia un nucleo familiare deve spendere almeno 2.500 euro al mese. Si tratta di un valore medio su cui influiscono anche le persone sole e le famiglie con più di tre figli, ma tutto sommato si tratta comunque di un valore altissimo, di fronte al quale è lecito chiedersi come fanno gli italiani senza lavoro o con stipendi e pensioni ridotte all’osso, ad arrivare a fine mese. I prezzi continuano a salire e, secondo le rilevazioni Istat, nel 2011 la spesa media mensile per famiglia è stata pari a 2.488 euro in crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente. A pesare sul bilancio familiare soprattutto i generi alimentari, i trasporti e l’affitto. Per mangiare si spendono 477 euro, 10 euro in più dello scorso anno, 719 euro in affitto (696 nel 2010) e 354 euro per muoversi, ben 24 euro al mese in più rispetto all’anno passato. Per riuscire a mangiare e pagare gli affitti le famiglie tagliano soprattutto su abbigliamento e calzature, ma anche su arredamento, elettrodomestici e tempo libero. Non si taglia invece sulle sigarette, forse perchè i soldi calano ma lo stress aumenta, e nemmeno le spese mediche. L’inflazione però si è attestata al +2,8%, di conseguenza anche i generi alimentari hanno visto i propri prezzi salire in modo insostenibile.  In particolare, le famiglie hanno aumentato la spesa per carne, quella per latte, formaggi e uova e quella per zucchero, caffè e altro. Come se non bastasse ben il 35% delle famiglie italiane ha ammesso all‘Istat di aver diminuito o la quantità e o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all’anno precedente. Insomma la crisi fa mangiare agli italiani più pasta (+3%) e meno carne (-6%). Secondo la Coldiretti comunque sarebbero stati ridotti anche gli acquisti di pesce e frutta, mentre aumentano sensibilmente quelli di pane e pollo. Inoltre secondo l’indagine Coldiretti il 43% degli italiani ha ridotto rispetto al passato la frequenza dei negozi tradizionali, una percentuale del 29% ha invece aumentato quella nei discount, mentre il 57% ha mantenuto stabili i propri acquisti nei supermercati.

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